Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

 

Importanza per la salute

 

Autonomia nelle attività della vita quotidiana (Adl/Iadl)

 

L’autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana assume una particolare importanza per il benessere dell’individuo, in particolare in età avanzata, anche in relazione alle necessità assistenziali che si accompagnano alla sua perdita.

 

Il mantenimento dell’autonomia e di una buona qualità di vita in età anziana è legato sia alle condizioni fisiche dell’individuo e alle abilità cognitive, sia al contesto familiare e di comunità.

 

Il livello dell’autonomia dell’anziano viene individuato utilizzando la scala delle Adl (Activity of Daily Living [1]) e la scala delle Iadl (Instrumental Activity of Daily Living [2]) che indagano rispettivamente la capacità dei soggetti anziani di compiere funzioni fondamentali della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra, essere continenti, usare i servizi per fare i propri bisogni) e le funzioni complesse (come ad esempio, preparare i pasti, effettuare lavori domestici, assumere farmaci, andare in giro, gestirsi economicamente, utilizzare un telefono) che consentono a una persona di vivere da sola in maniera autonoma.

 

Perdere autonomia nello svolgimento anche di una sola delle sei attività fondamentali della vita quotidiana, Adl, è considerato, secondo la letteratura internazionale, una condizione di disabilità negli ultra 65enni.

 

Ancora non si è raggiunta invece una definizione univoca di fragilità dell’anziano, riconosciuta però come uno stato di fisiologica vulnerabilità in termini di salute complessiva e di perdita funzionale nella sfera fisica, psichica e sociale e dunque come un fattore di rischio per la disabilità.

 

Fragilità

A livello internazionale, il concetto di fragilità fa capo a due paradigmi: quello biomedico per cui Fried e Coll nel 2004 [3] hanno definito la fragilità come «una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza agli stressor risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse»; mentre secondo il paradigma bio-psico-sociale, Gobbens e Coll nel 2010 [4] riconducono la condizione di fragilità a «uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall’influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute».

 

In Passi d’Argento, in linea con il paradigma bio-psico-sociale, si definisce anziano fragile la persona autonoma in tutte le attività fondamentali della vita quotidiana (Adl) ma non autonoma nello svolgimento di due o più Iadl. Questo valore soglia è stato individuato attraverso un’analisi di sensibilità/specificità prendendo a riferimento un indice complesso costruito sulla base di dati disponibili relativi a fattori di rischio che in letteratura sono riconosciuti essere associati alla fragilità (come ad esempio perdita di peso, paura di cadere, attività fisica limitata). 

 

Identificare in termini epidemiologici una parte della popolazione in condizioni di fragilità, consente di programmare interventi di sanità pubblica, sia a livello centrale che locale, che rendano reversibile la condizione di fragilità o ne rallentino la progressione verso la disabilità.

 

Disabilità

La disabilità nell’anziano – intesa come perdita di autonomia nelle attività di base della vita quotidiana che si determina in seguito a patologie acute o di tipo cronico-degenerativo legate all’invecchiamento – può essere aggravata da fattori sociali, economici, e comportamentali così come del grado di accessibilità alle cure e all’assistenza e ha effetti devastanti sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette ed ha anche un rilevante impatto in termini di costi per la collettività.

I costi della disabilità sono determinati da quelli per le cure sanitarie e per l’assistenza sostenuti direttamente dalle persone coinvolte e dai loro familiari e da quelli del Servizio sanitario nazionale (Ssn) e degli enti locali responsabili delle funzioni di tutela socio-assistenziale.

 

Accanto a questi costi di tipo sanitario e socio-assistenziale vanno aggiunti i costi di tipo psicologico a carico dei familiari care-giver delle persone non autosufficienti nonché costi indiretti legati alla perdita di produttività a carico degli stessi.

 

Visto l’atteso invecchiamento della popolazione italiana durante le prossime decadi, prevenire la non autosufficienza negli anziani è una priorità di sanità pubblica.

 

La scala delle Adl, attività fondamentali della vita quotidiana, è utilizzata a livello internazionale per definire gli anziani con disabilità, come coloro che non sono autonomi nello svolgere una o più attività come mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra, essere continenti, usare i servizi per fare i propri bisogni.

 

L’esistenza di ambienti favorevoli costituisce un elemento importante per le persone con disabilità.  Vivere in un‘abitazione adeguata ai propri bisogni individuali, in un contesto sicuro, ricco di socialità, dove la libertà di movimento e la sicurezza sono assicurate sia dentro le abitazioni che al di fuori, è un bisogno e un diritto essenziale in ogni fase della vita.

 

Il “World report on disability”, redatto congiuntamente da Organizzazione mondiale di sanità (Oms) e Banca mondiale oltre alle stime della disabilità nel mondo, che interessa un miliardo di persone, individua i servizi di supporto e gli interventi sull’ambiente e sui contesti di vita affinché, oltre che ai principi dell’Healthy ageing, si possa dare concreta attuazione a quanto previsto dalla Convenzione dei diritti delle persone con disabilità.

 

Riferimenti

  1. Katz S. Assessing self-maintenance: activities of daily living, mobility, and instrumental activities of daily living. J Am Geriatr Soc; 31:721-727; 1983
  2. Lawton MP et al. Assessment of older people: self-maintaining and instrumental activities of daily living. Gerontologist; 9:179-86; 1969
  3. Gobbens RJ et al. In search of an integral conceptual definition of frailty: opinions of experts. J Am Med Dir Assoc; 11(5): 338-43; Jun 2010
  4. Fried LP et al. Untangling the concepts of disability, frailty, and comorbidity: Implications for improved targeting and care. Journals of Gerontology. Series A: Biological and Medical Sciences; 59(3): 255- 263; 2004

Risorse utili

 

Indicatori Passi d’Argento: fragili

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persona con 65 anni o più, residente in Italia, che dichiara di avere problemi a svolgere in maniera autonoma 2 o più attività strumentali della vita quotidiana (Instrumental Activity of Daily Living – Iadl), ma è completamente autonomo in tutte le funzioni fondamentali della vita quotidiana, come mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra, essere continente, usare i servizi igienici per fare i propri bisogni (Activity of Daily Living – Adl).

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sulle Iadl e Adl, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento a un comportamento abituale.

Significato per la salute pubblica

L’autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana assume una particolare importanza per il benessere dell’individuo, anche in relazione alle necessità assistenziali che si accompagnano alla sua perdita. Le Iadl sono attività complesse dal punto di vista fisico e/o cognitivo, e possono essere svolte anche al di fuori dell’ambiente domestico. Lo svolgimento di queste attività, seppure in maniera saltuaria, è necessario affinché un soggetto sia autonomo.

 

Indicatori Passi d’Argento: disabili

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persona con 65 anni o più, residente in Italia, che dichiara di avere problemi a svolgere in maniera autonoma 1 o più attività fondamentali della vita quotidiana, come mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra, essere continente, usare i servizi igienici per fare i propri bisogni (Activity of Daily Living – Adl).

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sulle Adl, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento a un comportamento abituale.

Significato per la salute pubblica

Le Adl comprendono le attività che la persona deve necessariamente svolgere per vivere senza bisogno di assistenza periodica o continuativa. Lo strumento più utilizzato per la valutazione del livello di autonomia in queste attività è l’indice di Katz (1963) e comprende le seguenti attività/funzioni: muoversi da una stanza all’altra, lavarsi, farsi il bagno o la doccia, vestirsi, mangiare, essere continenti, usare i servizi per fare i propri bisogni.

Data di ultimo aggiornamento: 6 giugno 2019

Autori: Gruppo Tecnico Passi - Iss

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