Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

Importanza per la salute

 

L’alcol è un fattore di rischio, spesso sottovalutato, per diverse patologie: causa infatti circa il 4% dei decessi (la metà di quelli provocati dal fumo di sigaretta) e il 5% delle patologie croniche a livello globale (lo stesso impatto del fumo di sigaretta), con importanti costi in termini sia sociali sia di assistenza sanitaria (1). Il consumo di alcol è associato a numerose malattie croniche e può creare dipendenza; come effetto immediato, determina inoltre alterazioni psicomotorie che espongono a un aumentato rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro, comportamenti sessuali a rischio ed episodi di violenza. I danni causati dall’alcol gravano quindi sull’intera società, in quanto si ripercuotono sulle famiglie e più in generale sulla collettività oltre che sul singolo individuo. In età avanzata, anche un consumo moderato di alcol può causare problemi di salute: negli anziani, infatti, la sensibilità agli effetti dell’alcol aumenta in conseguenza al mutamento fisiologico e metabolico dell’organismo. La quantità d’acqua presente nell’organismo diminuisce e l’alcol viene perciò diluito in una quantità minore di liquido. Questo significa che, a parità di alcol ingerito, il tasso alcolemico risulta più elevato e gli effetti sono più marcati. A questo fenomeno si aggiunge, inoltre, il ridotto funzionamento di alcuni organi come il fegato e i reni, che non riescono più a svolgere pienamente la funzione di inattivare l’azione tossica dell’alcol e permetterne l’eliminazione dall’organismo. Si deve anche considerare che le persone anziane soffrono spesso di problemi di equilibrio, dovuti all’indebolimento della muscolatura, e di una ridotta mobilità; il consumo di alcol può quindi aggravare la situazione, facilitando le cadute e le fratture. Si deve considerare inoltre l’interazione tra alcol e farmaci che, nella maggioranza dei casi, le persone anziane assumono quotidianamente (2).

 

Il contesto internazionale e nazionale

I dati europei relativi agli ultimi 30 anni mostrano un trend in calo per il consumo di alcol, che si attesta su una prevalenza dell’11%. Quasi la metà del decremento è stata osservata nel 2007, in corrispondenza della crisi economica. Inoltre, il consumo è diminuito maggiormente nei Paesi del Mediterraneo (34% in meno): questa tendenza è il risultato principale di una diminuzione del consumo di vino nei Paesi in cui era tradizionalmente più diffuso (Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna) (3).

 

In Italia, nel 2016, il 60% degli ultra 65enni ha consumato almeno una bevanda alcolica, con una marcata differenza di genere (M: 78,6%; F: 45,1%). La prevalenza dei consumatori abituali eccedentari è stata del 35% tra gli uomini e dell’8% tra le donne con una tendenza pressoché lineare alla diminuzione, in particolar modo tra gli uomini, a conferma della maggiore attenzione nel comunicare i rischi per la salute legati al consumo di bevande alcoliche. Si tratta di un dato che evidenzia come, al contrario di quanto ritenuto in passato circa i rischi legati allo stile di consumo “mediterraneo” (assunzione di una quantità moderata di vino durante i pasti), il consumo abituale eccedentario risulti il comportamento a rischio più diffuso in questa fascia di popolazione. In Italia, nel 2016, si stima che quasi 2.700.000 ultra 65enni abbiano adottato un comportamento alcol-correlato a rischio per la propria salute (oltre 2 milioni di uomini e più di 600mila donne) (4).

 

Livello di consumo raccomandato

Per ridurre il rischio per la salute degli ultra 65enni, le Linee Guida del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Crea; già Istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione - Inran, senza distinzioni tra uomini e donne, consigliano di non superare l’assunzione quotidiana di un’unità alcolica (Ua) pari a 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in base alle gradazioni delle bevande alcoliche in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml) (5).

 

Come Passi d’Argento misura il consumo di alcol

Passi d’Argento misura il consumo alcolico individuale attraverso domande che indagano il numero di giorni (negli ultimi 30) in cui sono state consumate bevande alcoliche e il numero medio di Ua assunte.

 

Politiche di prevenzione del consumo dannoso di alcol a livello internazionale e nazionale

Fin dai primi anni ’90, la Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si è posta l’obiettivo di ridurre i danni causati dall’alcol. Spronata dallo slancio delle azioni proposte dalla strategia globale 2010 per ridurre il consumo dannoso di alcol, la Regione ha presentato il “Piano d'Azione Europeo per ridurre il consumo dannoso di alcol 2012-2020” (6), un documento che elenca le priorità per la sanità pubblica e suggerisce le azioni da intraprendere. L’8 dicembre del 2017 a Bruxelles, inoltre, il Consiglio dell’Unione europea (Epsco) (7) ha presentato un documento contenente le conclusioni su alcune politiche trasversali di prevenzione, secondo le quali un settore che ci si propone di sviluppare è la regolamentazione della pubblicità e del marketing delle bevande alcoliche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione online, proteggendo i soggetti più esposti a questo fenomeno mediatico. È stata infatti dimostrata l’efficacia di politiche e normative che intervengono sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità, eliminando la pubblicità delle bevande alcoliche. Inoltre, le campagne di informazione e i programmi di educazione alla salute giocano un ruolo chiave nella sensibilizzazione sull’argomento, favorendo l’accettazione di politiche e misure rivolte alla riduzione del consumo. Anche per la fascia anziana della popolazione, rimane confermato il ruolo importante nella prevenzione dei comportamenti a rischio dei Medici di medicina generale (Mmg), che possono intervenire con l’identificazione precoce dei consumatori a rischio, e in particolare attenzione di coloro che, per patologie o per assunzione di farmaci, dovrebbero evitare il consumo di alcol. In considerazione della elevata vulnerabilità della popolazione anziana rispetto all’alcol, i Mmg dovrebbero porre la necessaria attenzione nel cogliere negli ultra 65anni i segnali di possibili effetti dell’alcol (8).

 

Riferimenti e risorse utili

Indicatori Passi d’Argento: consumo di bevande alcoliche

 

Definizioni operative

 

Che cosa è l’unità alcolica standard

Passi d’Argento misura il consumo di alcol in unità alcoliche. L’unità alcolica (UA) corrisponde a 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande.

 

 

Definizioni di consumatori di alcol e di consumatori a rischio

 

Il consumo di alcol indagato dal PdA è la condizione di un uomo o una donna a cui capita di bere, anche se ogni tanto, vino, birra, amari, aperitivi alcolici o altri liquori.

 

La fascia di popolazione ultra 64enne e più è a elevata vulnerabilità rispetto all’alcol: con l’età, infatti, la sensibilità agli effetti dell’alcol aumenta in conseguenza del mutamento fisiologico e metabolico dell’organismo. A partire dai 50 anni circa la quantità d’acqua presente nell’organismo diminuisce e l’alcol viene dunque diluito in una quantità minore di liquido. Questo significa che, a parità di alcol ingerito, il tasso alcolemico risulta più elevato e gli effetti sono più marcati. Le linee guida dell’Inran (Istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione), in accordo con le indicazioni dell’Oms, consigliano agli anziani di non superare il limite di 12 g di alcol al giorno, pari ad 1 Unità alcolica (330 ml di birra, 125 ml di vino o 40 ml di un superalcolico) sia per uomini che per donne. Sono quindi definiti consumatori a rischio, gli ultra 64enni che bevono più di un’unità alcolica al giorno.

 

Passi d’Argento stima il consumo di bevande alcoliche tramite due domande riguardanti l’assunzione o meno di alcolici, abituale o occasionale, e il numero di Ua assunte in media, nei giorni di consumo, o nella settimana per i bevitori che assumono meno di una Ua alcolica al giorno. Sono considerati consumatori di alcol tutti coloro che dichiarano di consumare bevande alcoliche qualunque sia la quantità consumata mentre sono considerati consumatori a rischio coloro che riferiscono un consumo medio giornaliero superiore ad 1 Ua.

 

Scheda indicatore: consumo di alcol

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, con 65 e più anni di età.

Numeratore

Persone che bevono, anche se ogni tanto, un’unità alcolica: un bicchiere di vino, una lattina di birra, un bicchierino di amaro o aperitivi alcolici o altri liquori

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo abituale di bevande alcoliche, esclusi i valori mancanti e i “non so/non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

Comportamento abituale al momento dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Consente di valutare la quota di popolazione che assume abitualmente bevande alcoliche e la quota, complementare, di astemi.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore non permette di individuare, tra gli astemi, coloro che in passato hanno consumato bevande alcoliche (ex-bevitori).

 

Scheda indicatore: consumo di alcol a rischio

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, con 65 e più anni di età.

Numeratore

Persone che bevono più di un’unità alcolica al giorno: un bicchiere di vino, una lattina di birra, un bicchierino di amaro o aperitivi alcolici o altri liquori

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo abituale di bevande alcoliche, esclusi i valori mancanti e i “non so/non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

Comportamento abituale al momento dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Il consumo abituale di alcol in quantità non moderate, comporta un incremento del rischio di malattie importanti, quali cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumorali a tutte le età. Negli anziani la vulnerabilità all’alcol è maggiore rispetto a quanto accade negli adulti a causa del mutamento fisiologico e metabolico dell’organismo che rende il tasso alcolemico elevato anche a basse dosi di alcol. Pertanto è fissata a 1 Ua giornaliera la soglia al di sopra della quale il consumo può considerarsi a rischio per la salute.

Limiti dell’indicatore

Le domande utilizzate dal Passi d’Argento per stimare il consumo alcolico non permettono di individuare le circostanze e le abitudini legate al consumo di alcol degli ultra 64enni.

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale

 

Data di ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019

Autori: Gruppo Tecnico Passi - Iss

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