Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

Impatto per la salute

 

Le cadute sono una causa importante sia di morbilità sia di mortalità, nonché la fonte principale di lesioni fatali e non fatali tra gli anziani [1]. La popolazione anziana è più esposta infatti a fattori di rischio per le cadute quali: problemi di equilibrio e debolezza muscolare; deficit visivi; carenza di vitamina D; uso di medicinali (come tranquillanti, sedativi o antidepressivi); patologie croniche, come malattie cardiache, demenza, ipertensione (o anche ipotensione che può portare a vertigini e una breve perdita di coscienza), dolore ai piedi o utilizzo di calzature inappropriate. La probabilità di cadere degli anziani è maggiore in presenza di condizioni domestiche sfavorevoli quali: pavimenti bagnati o recentemente lucidati, illuminazione scarsa, tappeti non adeguatamente fissati, scale. Nelle persone anziane, inoltre, le cadute possono essere particolarmente problematiche perché l'osteoporosi è una patologia più comune nelle donne ma a cui sono soggetti anche gli uomini [2]. La maggior parte delle cadute sono causate da una combinazione di questi fattori di rischio, molti dei quali possono essere modificati, pertanto gli operatori sanitari hanno un ruolo nel contribuire a ridurre il rischio intervenendo sui fattori modificabili [3].

 

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nel mondo circa il 28-35% delle persone di 65 anni e oltre cade ogni anno, percentuale che sale al 32-42% negli ultra 70enni. La frequenza delle cadute aumenta con l’aumentare dell’età e della fragilità. Cadono più spesso le donne anziane rispetto ai loro coetanei maschi, anche se la mortalità è più elevata negli uomini: una differenza di genere di cui politiche e programmi di prevenzione dovrebbero tenere conto [4].

 

Circa il 30-50% delle cadute negli anziani si traduce in lesioni lievi, inclusi lividi, abrasioni e lacerazioni, ma circa il 10% di tutte le cadute negli anziani causa lesioni gravi, tra cui lesioni intracraniche (ICI) e fratture. L'1% di tutte le cadute di questa popolazione provocano fratture dell'anca, che rappresentano un rischio significativo per la morbilità e la mortalità, inoltre, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Ccdc), tra il 2006 e il 2010, le cadute sono state la principale causa di decessi traumatici da lesioni cerebrali in persone di 65 anni o più. Meno della metà dei pazienti più anziani che cadono però dice al proprio medico che ha avuto una caduta, spesso infatti gli anziani sono restii nel segnalare una caduta perché attribuiscono il crollo al processo di invecchiamento o perché temono di essere successivamente limitati nelle loro attività o istituzionalizzati.

 

Gli anziani che vivono in case di riposo cadono più frequentemente di quelli che vivono in comunità. Circa il 30-50% delle persone ricoverate in situazione di lungodegenza cade ogni anno e il 40% di queste è vittima di cadute ricorrenti.

 

In Italia nel 2014, secondo l’Istat, tra le vittime di incidenti domestici di 65 anni e più l’incidenza delle cadute è del 76,9%, percentuale che sale all’81% nel caso di donne ultrasettantacinquenni [5]. Anche secondo i dati del Siniaca (Sistema informativo sugli infortuni in ambienti di civile abitazione dell'Istituto superiore di sanità), le cadute rappresentano la prima causa di incidente domestico, soprattutto con l’aumentare dell’età, quando cominciano a comparire eventi strettamente legati a problemi di salute: cadute dal letto, cadute alzandosi dal letto o dalla sedia o in seguito a malore fanno la prima comparsa a partire dai 60 anni. L’analisi delle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) relative ai ricoveri nel 2010 per incidente domestico mostra come negli anziani le diagnosi di ricovero più frequenti siano: la frattura del femore (46,5% nei maschi e 55,3% nelle femmine), la frattura dell’arto superiore (omero, radio e ulna: 6% nei maschi e 12% nelle femmine), la frattura della colonna vertebrale (5,2% nei maschi e 4,1% nelle femmine). Rilevante è pure il trauma cranico con conseguenti emorragie. Una precedente caduta, inoltre, rende l’anziano più insicuro, portandolo a una situazione psicologica precaria tale da impedire la normale conduzione delle semplici azioni quotidiane. Anche l'appartenenza al sesso femminile e il crescere dell'età sono fattori di rischio rilevanti. Gli anziani che cadono, in particolar modo quelli che cadono ripetutamente, tendono ad avere deficit della capacità di svolgere le attività quotidiane semplici e strumentali e sono ad alto rischio di successivo ricovero, di ulteriore limitazione fisica e morte. È chiaro pertanto che la vita dell’anziano cambia drasticamente dopo una caduta. Il tutto si traduce non solo in termini di disabilità e ricoveri ospedalieri, lunghi e costosi per il Servizio sanitario nazionale, ma anche in gravi ripercussioni psicologiche: la perdita di sicurezza e la paura di cadere possono accelerare infatti il declino funzionale e indurre depressione o isolamento.

 

Le cadute minacciano l'indipendenza degli anziani e causano una cascata di conseguenze individuali e socioeconomiche  rappresentando quindi un problema di salute comune e serio con conseguenze anche gravi, tuttavia possono essere prevenute attraverso numerosi interventi basati sull'evidenza. Identificare i pazienti a rischio è la parte più importante della gestione, poiché l'applicazione di misure preventive in questa popolazione vulnerabile può avere un profondo effetto sulla salute pubblica. I medici di famiglia hanno un ruolo chiave nello screening dei pazienti anziani per il rischio di cadute e nell'applicazione di strategie preventive per i pazienti a rischio [6].

 

È importante che il medico effettui una valutazione multidimensionale del paziente, comprensiva della valutazione di tutti i rischi possibili (i motivi e l’intensità della paura dopo una caduta, la capacità del paziente di stare eretto, di girarsi, di sedere e di camminare agevolmente, di mantenere l’equilibrio, ecc) e degli interventi utili a prevenire gli incidenti, molti dei quali sono semplici e costo efficaci: esercizi fisici individualizzati mirati a migliorare la forza, la deambulazione, l’equilibrio, gli spostamenti e la salita delle scale; rivalutazione di terapie farmacologiche, specialmente in caso di polifarmacoterapia; assunzione di integratori di vitamina D; controlli alla vista annuali; piccoli interventi di sicurezza nelle infrastrutture e nell’arredo delle abitazioni.

 

Il ministero della Salute dedica una sezione del proprio sito web a “Anziani sicuri in casa... si può!” che fornisce alcuni consigli da mettere in pratica per rendere più sicuro l'ambiente domestico in cui vive una persona anziana ed evitare i rischi di caduta più frequenti [7].

 

L’Oms, all’interno del quadro di riferimento sull’invecchiamento attivo, ha previsto un modello di prevenzione delle cadute nel quale si individuano come pilastri fondamentali d’azione la costruzione di consapevolezza sull’importanza della prevenzione delle cadute; l’identificazione e la valutazione dei fattori di rischio e dei determinanti delle cadute; l’identificazione ed implementazione di interventi realistici ed efficaci. L’Oms pone l’accento su quanto i legami sociali e il senso di appartenenza siano fondamentali per la salute in età avanzata e come l’interazione sociale sia inversamente proporzionale al rischio di caduta. Benché i fattori legati all’ambiente fisico siano le più comuni cause di caduta, gli atteggiamenti influiscono su come le persone interpretano e accettano le cadute in età avanzata; per questo risultano fondamentali interventi di informazione e counselling su come prevenire, affrontare ed accettare le cadute, sia per gli anziani che per i caregiver, e un adeguato supporto sociale per il contrasto della povertà e dell’isolamento, correlati anch’essi a un aumento del rischio.

 

Riferimenti

  1. l’articolo “Balance Problems and Fall Risks in the Elderly” pubblicato nel 2019 su Clinic in Geriatric medicine
  2. le pagine dell’NHS del Regno Unito dedicate alle cadute
  3. le pagine dei Cdc dedicate alle cadute
  4. il rapporto dell’Oms “WHO Global Report on Falls Prevention in Older Age
  5. Istat: Gli incidenti domestici (anno 2014).
  6. l’articolo “Falls in the elderly Spectrum and prevention” pubblicato nel 2011 su Can Fam Physician
  7. sul sito del ministero della Salute la sezione dedicata a “Anziani sicuri in casa... si può!”

 

Definizioni operative

 

Prevalenza di cadute

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 e più anni che dichiarano di essere caduti nei trenta giorni precedenti all’intervista.

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sulle cadute, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni precedenti l’intervista.

Significato per la salute pubblica

Ogni anno si verificano in Italia fra i tre e i quattro milioni di incidenti domestici che, come è noto, colpiscono prevalentemente gli anziani, con conseguenze rilevanti in termini di disabilità, ricoveri e mortalità. Tra gli incidenti domestici, le cadute rappresentano la voce più importante, al punto che si calcola che un terzo degli ultrasessantenni ne rimanga vittima, con costi umani, sociali e materiali molto elevati.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato e l’intervallo temporale sono i 30 giorni precedenti l’intervista.

 

Prevalenza di paura di cadute

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 e più anni che dichiarano di avere attualmente paura di cadere.

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia, a prescindere che siano caduti o meno) alla domanda sulla paura cadute, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

Attuale. La domanda indaga la paura di cadere al momento dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Il problema delle cadute è particolarmente rilevante non solo per frequenza, ma anche per le conseguenze sul benessere psico-fisico della persona: anche la sola insicurezza legata alla paura di cadute può limitare notevolmente lo svolgimento delle attività della vita quotidiana. Per prevenire le cadute sono necessari programmi di intervento mirati a ridurre i principali fattori di rischio (quali ad esempio l’uso inappropriato di farmaci), a creare le condizioni per un ambiente sicuro e favorevole alle persone più anziane e a promuovere l’attività fisica.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato.

 

Prevalenza di ricovero a seguito di una caduta

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 e più anni che, dopo aver risposto di si alla domanda in cui si chiede se si è caduti nei 30 giorni precedenti l’intervista, dichiarano di essere stati ricoverati per più di un giorno a causa della caduta.

Denominatore

Intervistati che hanno vissuto l’evento caduta nei 30 giorni precedenti l’intervista, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni precedenti l’intervista.

Significato per la salute pubblica

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha indicato le cadute negli anziani come uno dei “quattro giganti della geriatria” insieme a depressione, incontinenza urinaria e deficit di memoria. La caduta grave per l’anziano, che necessita ricovero per più i un giorno, può significare un cambio radicale nella salute e qualità della vita: l’anziano può temere una nuova caduta, può avere meno mobilità e quindi essere meno autonomo. La ridotta attività può aumentare la rigidità articolare e la debolezza muscolare, riducendo ulteriormente la mobilità e favorendo il percorso verso la fragilità e disabilità.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato e l’intervallo temporale sono i 30 giorni precedenti l’intervista.

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale

 

Data di ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019

Autori: Gruppo Tecnico Passi - Iss

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