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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Sorveglianza nazionale delle ICA nelle strutture residenziali per anziani

Le persone anziane ricoverate nelle strutture residenziali hanno un rischio maggiore di contrarre infezioni correlate all’assistenza (ICA) e di manifestare un decorso della malattia più grave rispetto ad altre fasce di età, a causa di malattie croniche sottostanti, compromissione funzionale, malnutrizione e poli-terapia. Queste infezioni sono state associate ad alti tassi di morbilità e mortalità e a notevoli costi sanitari.

 

Sono numerosi gli studi, condotti in diversi Paesi europei, che hanno raccolto dati di incidenza e/o prevalenza delle ICA nelle strutture residenziali per anziani. Tuttavia è ancora difficile confrontare questi dati a causa delle differenze nella metodologia utilizzata.

 

La sorveglianza a livello europeo

Uno studio di fattibilità della sorveglianza delle ICA nelle strutture residenziali europee era già stato eseguito nell’ambito del progetto Improving Patient Safety in Europe (IPSE) finanziato dalla Commissione Europea nel 2008. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nel 2010 ha avviato la sorveglianza delle infezioni e dell’uso di antimicrobici nelle strutture di assistenza a lungo termine (LTCF - Long Term Care Facility) grazie a un protocollo standardizzato e fornendo così una metodologia integrata. Da allora sono stati eseguiti tre studi di prevalenza puntuale (2010-2013-2015) con i seguenti obiettivi:

  • fornire agli Stati membri dell’Unione Europea (UE)/Spazio Economico Europeo (SEE) e alle strutture assistenziali a lungo termine uno strumento standardizzato per seguire le tendenze delle infezioni nosocomiali e dell’uso di antimicrobici
  • identificare le priorità per le misure di intervento nazionali e locali e valutare la loro attuazione negli Stati membri dell’UE/SEE
  • stimare e monitorare l’onere delle infezioni nosocomiali e dell’uso di antimicrobici nelle strutture assistenziali a lungo termine a livello nazionale ed europeo
  • misurare gli indicatori di struttura e di processo della prevenzione e controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) in queste strutture assistenziali a lungo termine.

La sorveglianza in Italia

In Italia, seguendo il protocollo ECDC, l’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna ha fatto parte del gruppo di coordinamento della sorveglianza europea Healthcare-associated infections in long-term care facilities (HALT) e ha coordinato gli studi nazionali di prevalenza puntuale delle ICA e dell’uso di antimicrobici nelle strutture di assistenza socio-sanitaria extraospedaliera (includendo anche le “Nursing home”[1]).

 

A maggio 2015 l’ECDC ha lanciato un terzo progetto per supportare i PPS (Point Prevalence Study, studi di prevalenza) sulle ICA e sull’utilizzo di antibiotici nelle LTCF (HALT-3, 2016-2017). In Italia lo studio HALT-3 è stato coordinato dall’Università degli Studi di Torino. Sono state arruolate 418 da 14 Regioni italiane, con un totale di 24.132 persone partecipanti allo studio. Il giorno dell’indagine, il 3,9% dei residenti nelle strutture presentava almeno un’infezione correlata all’assistenza. La mediana di prevalenza di residenti con almeno una ICA era pari a 2,9%. Durante lo studio. 1022 residenti erano in trattamento con almeno un antibiotico, determinando una prevalenza pari al 4,2% dei residenti eleggibili (mediana: 3,3%).

 

Le edizioni precedenti degli studi di prevalenza nelle strutture di assistenza a lungo termine hanno consentito di sperimentare la fattibilità delle attività di sorveglianza nel nostro Paese. Finora, in assenza di indicazioni nazionali precise, hanno partecipato al progetto Regioni e singole strutture in modo volontario e disomogeneo sul territorio nazionale, e le attività di sorveglianza non sono divenute patrimonio comune di tutte le Regioni, né hanno rappresentato un debito informativo nazionale. Il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2019 ha identificato i seguenti obiettivi in tema di sorveglianza delle ICA:

  • implementare un sistema di sorveglianza nazionale delle ICA
  • predisporre un piano per un sistema nazionale dedicato alla sorveglianza delle ICA, che tenga conto delle indicazioni dell’ECDC.

Nello specifico, sono stati riconosciuti i seguenti obiettivi all’azione centrale:

  • predisporre il Piano di sorveglianza nazionale, che dovrà includere:
    • la definizione delle responsabilità per il coordinamento della sorveglianza nazionale (ISS, Agenas, AIFA, Ministero, Regioni) e delle risorse necessarie
    • l’individuazione delle sorveglianze di esito da attivare o da rendere stabili a livello nazionale, compresi gli studi di prevalenza in ospedale e nelle strutture residenziali
  • rendere le sorveglianze esistenti (tra cui gli studi di prevalenza nazionali e sorveglianze delle ICA) stabili e in grado di fornire dati omogenei, rappresentativi, tempestivi e adeguati
  • implementare il sistema nazionale di sorveglianza delle ICA attraverso:
    • stesura dei protocolli nazionali per i diversi sistemi di sorveglianza previsti (per esempio, fonti informative, set minimo di dati, formato, modalità di trasmissione)
    • implementazione delle sorveglianze (predisposizione di sistemi informatizzati, formazione del personale, rilevazione e feed-back dei dati)
  • trasmettere annualmente i dati all’ECDC e predisporre un rapporto epidemiologico nazionale annuale, che includa l’individuazione delle azioni di miglioramento necessarie.

In ottemperanza a questi obiettivi, nel 2019 è stato istituito il progetto CCM “Sostegno alla Sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza anche a supporto del PNCAR”. L’Università degli Studi di Torino ha ricevuto il mandato di avviare un percorso di istituzionalizzazione e di estensione della rappresentatività dello studio nazionale di prevalenza nelle strutture residenziali per anziani sulla base della sorveglianza ECDC-PPS LTCF, e di coordinare il progetto a livello nazionale. Pertanto, i report, i protocolli e gli strumenti di studio contenuti nei progetti HALT e HALT-2 e HALT-3 sono stati adattati e discussi dal coordinamento nazionale e dal CCM per la conduzione di uno studio pilota nazionale, che è stato condotto tra maggio e giugno 2022.

 

Nota

  1. In queste strutture i residenti necessitano di assistenza infermieristica o medica competente e supervisione 24/24h. Queste strutture forniscono principalmente assistenza ad anziani con patologie severe o portatori di lesioni/danni.

 

Risorse utili e riferimenti
  • European Centre for Disease Prevention and Control. Protocol for point prevalence surveys of healthcare-associated infections and antimicrobial use in European long-term care facilities - version 2.1. Stockholm: ECDC; 2016.
  • Haenen APJ, Verhoef LP, Beckers A, Gijsbers EF, Alblas J, Huis A, Hulscher M, de Greeff SC. Surveillance of infections in long-term care facilities (LTCFs): The impact of participation during multiple years on health care-associated infection incidence. Epidemiol Infect. 2019 Sep 9;147:e266. doi: 10.1017/S0950268819001328.
  • Catharina Matheï, Luc Niclaes, Carl Suetens, Béatrice Jans, Frank Buntinx, Infections in Residents of Nursing Homes, Infectious Disease Clinics of North America, Volume 21, Issue 3, 2007, Pages 761-772, ISSN 0891-5520, https://doi.org/10.1016/j.idc.2007.07.005.
  • il documento “Studio di prevalenza italiano sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’uso di antibiotici negli ospedali per acuti – Protocollo ECDC” (pdf 9,6 Mb). Pubblicato nel 2018 dal Dipartimento Scienze della Salute Pubblica e Pediatriche, Università di Torino

 

Data di pubblicazione della pagina: 27 ottobre 2022

Testo scritto da: Costanza Vicentini, Giulia Fadda, Fortunato “Paolo” D’Ancona - Dipartimento malattie infettive, ISS