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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Antibiotico-resistenza

Giornata europea degli antibiotici 2011: la sorveglianza è solo il primo passo

Paolo D’Ancona – reparto di Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss)

Annalisa Pantosti - dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi, Iss)

 

17 novembre 2011 - In occasione della Giornata europea degli antibiotici 2011, che si celebra come ogni anno il 18 novembre, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) pubblica i nuovi dati di sorveglianza sulla resistenza agli antibiotici. Quello che emerge √® un preoccupante aumento delle Klebisielle pneumoniae resistenti ai carbapenemi nei Paesi dell’Unione europea.

 

Dai dati della sorveglianza Ar-Iss, che √® coordinata dall’Istituto superiore di sanit√† (una collaborazione tra Cnesps e Mipi) emerge come la resistenza ai carbapenemi in Klebsiella pneumoniae, in Italia sia passata rapidamente dal 1,4% del 2009 al 16% del 2010. Il progetto Ar-Iss, si basa su una rete di laboratori ospedalieri sentinella, presenti sul territorio nazionale, che inviano i dati di sensibilit√† agli antibiotici, ottenuti nella normale routine di laboratorio per patogeni selezionati isolati da infezioni invasive.

 

Oltre ad Ar-Iss che fornisce dati di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza a partire dal 2000, √® stato recentemente attivato Micronet che monitorizza in tempo reale gli isolamenti e le resistenze in 15 laboratori italiani. Pur nella difficolt√† di confrontare i dati tra laboratori diversi e tra sistemi di sorveglianza differenti, dai dati risulta evidente la conferma di un andamento in aumento e i valori nel 2011 sono ancora pi√Ļ allarmanti. Esaminando gli isolati da un gruppo di materiali selezionati, si passa da un 3% di resistenza al Merpenem nel 2009 al 13% nel 2010 fino al 19% nel 2011. E se si guarda la resistenza solo in sangue e liquor si arriva fino al 28% per Ertapenem. Quello che preoccupa √® l’estrema variabilit√† dei valori riscontrati per ospedale, dove la circolazione assume talvolta valori epidemici specie nelle terapie intensive e nelle forme cliniche pi√Ļ severe.

 

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza in Italia, e in particolare la resistenza dei batteri Gram-negativi ai carbapenemi, √® motivo di grande preoccupazione. Infatti, i carbapenemi sono farmaci di “ultima risorsa” utilizzati per infezioni gravi, e la resistenza a questa classe di antibiotici pu√≤ significare che solo 1 o 2 antibiotici rimangono attivi, o pi√Ļ spesso, che non ne rimane neppure uno.

 

In questo momento i sistemi di sorveglianza tempestivi giocano un ruolo fondamentale per l’identificazione dei nuovi focolai e per monitorare l’andamento degli interventi di controllo. Alcune Regioni italiane come Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia hanno gi√† attivato dei sistemi di sorveglianza regionali dedicati a questo problema. √ą questa una significativa presa di coscienza del rischio che l’antibiotico-resistenza comporta per la salute pubblica.

 

La mobilità dei pazienti e la necessità di interventi di controllo

In seguito al sempre maggiore numero di focolai di enterobatteri produttori di carbapenemasi (enzimi che distruggono i cabapenemi) nelle strutture sanitarie in Europa, a settembre 2011 l’Ecdc ha pubblicato un risk assessment (pdf 800 kb) sul rischio della trasmissione della resistenza attraverso la mobilit√† dei pazienti tra i diversi Paesi. I pazienti colonizzati da Klebisielle pneumoniae resistenti ai carbapenemi, soprattutto i ceppi produttori di carbapemenasi, dovrebbero essere identificati tempestivamente attraverso programmi di screening all’ingresso in ospedale e messi in isolamento. Queste procedure richiedono risorse e organizzazione e non sono sempre facili da attuare su larga scala.

 

Ciononostante bisogna agire tempestivamente: la sorveglianza dell’antibiotico-resistenza √® solo il primo passo. Sono necessari interventi di controllo di questa emergenza, delle vere e proprie azioni concertate dagli Ospedali ma anche dalle autorit√† sanitarie regionali e nazionali.

 

La Regione Emilia-Romagna, ad esempio, ha preparato un documento con protocolli operativi per la diagnosi, la sorveglianza e il controllo degli enterobatteri produttori di carbapenemasi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, di fatto rispondendo tempestivamente all’emergenza con una serie di indicazioni per  il controllo del fenomeno. Altre Regioni stanno preparando documenti simili che sarebbe utile fossero disponibili e operativi su larga scala insieme alle relative implementazioni di controllo.

 

Il consumo degli antibiotici e la giornata del 18 novembre

L’edizione 2011 della Giornata europea degli antibiotici, come nelle precedenti edizioni, si concentra sulla necessit√† di accrescere la consapevolezza sull’uso prudente di antibiotici nella popolazione dell’Unione europea. Nel sito dedicato alla Giornata, che quest’anno √® disponibile anche in italiano, √® possibile trovare i materiali della campagna quali filmati, informazioni sull’uso di antibiotici dirette ai cittadini e agli operatori sanitari (medici di famiglia e medici ospedalieri) nonch√© link utili sulla campagna italiana.

 

La necessit√† di sensibilizzare la popolazione italiana a un uso appropriato dei farmaci antibiotici √® quanto mai opportuna dato che l’Italia si pone, come evidenziato dal progetto Eucast, tra i Paesi europei con maggiore consumo di questi farmaci, consumo che √® andato crescendo dal 2002 al 2009. Secondo il rapporto OsMed nel 2010 (pdf 3,7 Mb) per la prima volta il trend si √® invertito e si √® registrata una leggera flessione dei consumi (5%). Forse questo risultato √® stato ottenuto anche grazie alle campagne di sensibilizzazione organizzate in Italia negli ultimi tre anni.

 

Risorse utili

 

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