ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Consumo di antibiotici in Europa: i dati 2014-18

 

Tra il 2014 e il 2018, otto Paesi della rete ESAC-Net hanno mostrato riduzioni statisticamente significative nel consumo totale di antibiotici per uso sistemico (Danimarca -2,5%, Finlandia -5,2%, Germania -3,4%, Lussemburgo -1,3%, Paesi Bassi -1,5%, Norvegia -2,5%, Svezia -2,9% e Regno Unito -2,6%). Ciò può essere dovuto ai programmi di lunga data e all'impegno di questi Paesi per un uso prudente degli antibiotici. Incrementi statisticamente significativi sono stati invece osservati in Grecia (2,4%) e Islanda (4,5%). È quanto emerge dall’articolo “Variations in the Consumption of Antimicrobial Medicines in the European Region, 2014–2018: Findings and Implications from ESAC-Net and WHO Europe”.

 

Lo studio analizza i dati di 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE) partecipanti alla rete europea di sorveglianza del consumo di antibiotici (ESAC-Net) e i dati di 15 paesi della rete AMC (Antimicrobial Medicines Consumption) dell’OMS Europa. L’obiettivo è esaminare l’uso totale e le modalità di consumo degli antibiotici, (es. antibiotici per uso sistemico, ATC gruppo J01) in dose giornaliera definita (DDD, che rappresenta per ciascuna sostanza la dose necessaria a coprire una giornata di terapia nell'adulto) per 1000 abitanti al giorno, il consumo relativo di formulazioni orali e parenterali, l’uso comparativo degli antibiotici AWaRe (Access, Watch and Reserve, classificazione OMS, 2019) nel 2018, e i trend temporali di consumo.

 

I risultati in breve

Nel 2018 il consumo totale di antibiotici per uso sistemico variava da 8,9 DDD per 1000 abitanti al giorno per l’Azerbaijan a 34,1 per la Grecia.

 

Sono emerse notevoli differenze nel consumo delle varie classi di antibiotici. In particolare, i Paesi della rete ESAC-Net consumano più penicilline (8,7 DDD vs 6,3) e tetracicline (2,2 vs 1,2) e meno cefalosporine (2,3 vs 3,8) e chinoloni (1,7 vs 3,4) dei Paesi della rete AMC OMS Europa.

 

Il consumo relativo di formulazioni parenterali varia all'interno e tra le reti. Per i 26 Paesi ESAC-Net per i quali erano inclusi i dati del settore ospedaliero, le formulazioni parenterali rappresentavano tra il 3,6% e il 23,9% del consumo totale. Per i 15 Paesi della rete AMC dell'OMS Europa, le formulazioni parenterali costituivano tra il 2,8% e il 40,1% del consumo totale.

 

Considerando la classificazione proposta dall’OMS nel 2019, che distingue 180 antibiotici in tre gruppi:

  • antibiotici “accessibili”, utilizzabili senza particolari restrizioni (access): sono 48 antibiotici di prima o seconda scelta attivi contro una larga parte di agenti patogeni responsabili di infezioni di frequente riscontro, normalmente suscettibili agli antibiotici ed a basso rischio di sviluppare resistenza
  • antibiotici “da sorvegliare” (watch): sono 110 antibiotici di prima o seconda scelta verso cui gli agenti patogeni hanno elevato potenziale di resistenza. In questo gruppo ci sono numerosi antibiotici considerati di “importanza critica” per la terapia, e sono quelli che dovrebbero essere prioritariamente inclusi nei programmi di stewardship
  • antibiotici “di riserva” (reserve): sono 22 antibiotici di ultima scelta riservati al trattamento di infezioni da patogeni multiresistenti, considerati l’ultima opzione da utilizzare nei casi in cui non vi siano alternative terapeutiche disponibili. Devono essere inclusi nei programmi di stewardship con l’obiettivo di preservarne l’efficacia

Gli antibiotici “access” rappresentavano più del 60% del consumo totale in 17 dei 29 Paesi ESAC-Net e in tre dei 15 Paesi della rete AMC dell'OMS Europa. Il consumo relativo di antibiotici sotto osservazione variava dal 13% (Islanda) al 61% (Slovacchia) del consumo totale per i paesi ESAC-Net, e dal 34% (Bosnia-Erzegovina) al 69% (Uzbekistan) del consumo totale per i Paesi della rete AMC dell’OMS Europa. Gli antibiotici "di riserva" rappresentavano <1% del consumo totale in tutti i Paesi inclusi nello studio.

 

In conclusione, sebbene il consumo totale di antibiotici per uso sistemico fosse simile nelle due reti, la composizione degli agenti variava sostanzialmente. Il maggiore consumo di antibiotici del gruppo “watch” nei paesi della rete AMC Europa dell'OMS suggerisce opportunità per migliorare le prescrizioni e promuovere programmi di stewardship. Le diminuzioni significative del consumo di antibiotici in diversi Paesi ESAC-Net dimostrano il valore delle azioni e delle politiche che queste nazioni hanno messo in campo per affrontare la resistenza antimicrobica.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 22 luglio 2021

Testo scritto da: Monica Monaco e Luca Busani - Istituto Superiore di Sanità