ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

L’uso dei farmaci in gravidanza

Paola d’Aloja, Alice Maraschini, Ilaria Lega e Serena Donati - Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnapps-Iss

 

21 giugno 2018 - Una revisione sistematica nei Paesi dotati di sistemi socio-sanitari avanzati riporta percentuali d’uso di farmaci in gravidanza comprese tra il 44 e il 93% [1]. Da un’indagine trasversale condotta tramite interviste sul web emerge che l’81,2% delle donne assume almeno un farmaco durante la gravidanza [2].

 

In Italia, gli studi sull’argomento sono pochi e non recenti. L’articolo scientifico “Drug prescribing during pregnancy in a central region of Italy, 2008-2012” recentemente pubblicato su Bmc Public Health presenta un’analisi delle prescrizioni di farmaci in gravidanza nella regione Lazio [3]. Dallo studio è emerso che le prescrizioni considerate clinicamente inappropriate o a rischio teratogeno sono molto contenute ma non nulle, nonostante il rischio sia riconosciuto. Tra le prescrizioni di farmaci a rischio teratogeno va segnalata quella di Ace inibitori e sartani (0,3%) per il trattamento dei disturbi ipertensivi in gravidanza; tra le prescrizioni clinicamente inappropriate, quella di progestinici (22%) per il trattamento della minaccia d’aborto.

 

Inoltre, il 50% delle donne arruolate nella coorte in esame ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici in gravidanza, una proporzione allarmante se paragonata a quella stimata in altri contesti europei (27-32%) [4,5,6]. L’eccesso di prescrizione di questa classe di farmaci è infatti associato al crescere dell’antibiotico-resistenza e al suo impatto sulle infezioni batteriche ospedaliere, sepsi compresa. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, in Italia il livello di antibiotico-resistenza si colloca fra i più elevati in Europa [7].

 

È stato stimato che nel mondo la sepsi colpisca circa 30 milioni di persone e mieta 6 milioni di vittime ogni anno [8], e che in molti casi sia causata da infezioni da batteri multi-resistenti. In ambito ostetrico, sempre a livello globale, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stimato che, la sepsi sia responsabile del 10,7% del totale delle morti materne tra il 2003 e il 2009 [9]. Una revisione sistematica, pubblicata nel 2013, attribuisce alla sepsi il 15,6% delle morti neonatali nel mondo [10]. Al fine di ridurre la quota evitabile di morti materne e neonatali dovute alla sepsi, l’Oms ha promosso una iniziativa globale nella quale si inserisce lo studio multicentrico Global Maternal Sepsis Study (Gloss), che coinvolge 58 paesi del mondo tra cui l’Italia [11,12]. Il coordinamento dello studio italiano è stato assegnato a ItOss - Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Cnapps-Iss. Per approfondire, leggi la pagina dedicata alla sepsi materna e perinatale.

 

Riferimenti

 

[1] Daw JR, Hanley GE, Greyson DL, Morgan SG. Prescription drug use during pregnancy in developed countries: a systematic review. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2011;20(9):895-902.

[2] Lupattelli A, Spigset O, Twigg MJ, Zagorodnikova K, Mårdby AC, Moretti ME,Drozd M, Panchaud A, Hämeen Anttila K, Rieutord A, Gjergja Juraski R,Odalovic M, Kennedy D, Rudolf G, Juch H, Passier A, Björnsdóttir I, NordengH. Medication use in pregnancy: a cross-sectional, multinational web-based study. BMJ Open. 2014;4(2).

[3] Ventura M, Maraschini A, D'Aloja P, Kirchmayer U, Lega I, Davoli M, Donati S. Drug prescribing during pregnancy in a central region of Italy, 2008-2012. BMC Public Health;18(1):623.

[4] Petersen I, Gilbert R, Evans S, Ridolfi A, Nazareth I. Oral antibiotic prescribing during pregnancy in primary care: UK population-based study. J Antimicrob Chemother. 2010;65(10):2238-2246.

[5] Engeland A, Bramness JG, Daltveit AK, Rønning M, Skurtveit S, Furu K. Prescription drug use among fathers and mothers before and during pregnancy. A population-based cohort study of 106,000 pregnancies in Norway 2004-2006. Br J Clin Pharmacol. 2008;65(5):653-660.

[6] Romøren M, Lindbæk M, Nordeng H. Pregnancy outcome after gestational exposure to erythromycin - a population-based register study from Norway. Br J Clin Pharmacol. 2012;74(6):1053-1062.

[7] ECDC country visit to Italy to discuss antimicrobial resistance issues - mission report, dicembre 2017 (pdf 574 kb).

[8] Fleischmann C, Scherag A, Adhikari NKJ, et al. Assessment of global incidence and mortality of hospital-treated sepsis: current estimates and limitations. Am J Respir Crit Care Med 2016; 193: 259-72.

[9] Say L, Chou D, Gemmill A, et al. Global causes of maternal death: a WHO systematic analysis. Lancet Glob Health 2014;2:e323-e333.

[10] Chan GJ, Lee AC, Baqui AH, Tan J, Black RE. Risk of early-onset neonatal infection with maternal infection or colonization: a global systematic review and meta-analysis. PLoS Med 2013;10:e1001502.

[11] Bonet M, Souza JP, Abalos E, Fawole B, Knight M, Kouanda S, Lumbiganon P,Nabhan A, Nadisauskiene R, Brizuela V, Metin Gülmezoglu A. The global maternal sepsis study and awareness campaign (GLOSS): study protocol. Reprod Health. 2018 Jan 30;15(1):16.

[12] D'Aloja P, Lega I, Maraschini A, Donati S. [WHO GLOSS: a global study to promote the reduction of preventable maternal and neonatal deaths related to sepsis.]. Recenti Prog Med. 2017 Sep;108(9):363-365.