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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Antibiotico-resistenza

Giornata europea e settimana mondiale degli antibiotici 2018

Annalisa Pantosti - Iss

 

15 novembre 2018 - #KeepAntibioticsWorking (manteniamo efficaci gli antibiotici) è uno degli hashtag scelti per veicolare i messaggi dell’undicesima edizione della Giornata europea degli antibiotici (18 novembre, European Antibiotic Awareness Day) organizzata dallo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) all’interno della settimana mondiale (World Antibiotics Awareness week, 12-18 novembre), a sua volta organizzata da Oms, Fao e Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie).

 

Uno slogan che ricorda sia la grande importanza di questi farmaci, sia il rischio che diventino inefficaci a causa della diffusione del fenomeno dell’antibiotico resistenza. I dati raccolti nel 2017 dallo European Antimicrobical Resistance Surveillance Network (Ears-Net), la rete di sorveglianza della resistenza agli antibiotici in Europa, coordinata da Ecdc, mostrano che la resistenza agli antibiotici rimane una seria minaccia per l’Europa. La situazione che emerge dai dati mostra infatti come la diffusione del fenomeno mini la possibilità di trattare efficacemente e tempestivamente infezioni che possono avere esiti fatali per i pazienti (attualmente si stima che siano oltre 33 mila i decessi annui legati a questo problema). Gli interventi di contrasto devono comprendere approcci trasversali al problema, tra questi l’uso appropriato degli antibiotici (antimicrobial stwardship), la prevenzione delle infezioni e l’attuazione di strategie di controllo nel settore sanitario.

 

La portata del problema in Europa

I dati raccolti nel 2017 dall’Ears-Net in 30 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) evidenziano che Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae mostrano frequentemente sia la produzione di beta-lattamasi ad ampio spettro con resistenza alle cefalosporine di terza generazione, sia la resistenza combinata a diversi gruppi di antimicrobici. Per quanto riguarda i carbapenemi la resistenza è rara nel caso di E. coli, mentre diversi Paesi hanno riportato percentuali di resistenza superiori al 10% in K. pneumoniae. Il fenomeno è frequente, e importante, anche nelle specie Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter.

 

Per quanto riguarda lo Streptococcus pneumoniae la resistenza ai macrolidi si mantiene alta per la maggior parte dei Paesi, mentre la non sensibilità alla penicillina appare più limitata.

 

Nel 2017 continua il calo della percentuale di ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (Mrsa) già riscontrato negli anni precedenti (passando dal 19,6% del 2014 al 16,9% del 2017). Nonostante questo l’Mrsa rimane un importante agente patogeno nei Paesi Ue/See perché ancora molto diffusa in diversi Paesi.

 

Tra gli enterococchi è preoccupante l’andamento crescente di Enterococcus faecium resistente alla vancomicina (i dati sulla percentuale media ponderata per la popolazione Ue/See sono passati dal 10,4% del 2014 al 14,9% del 2017).

 

Il consumo di antibiotici in Europa

I nuovi dati raccolti dall’European Surveillance of Antimicrobials Consumption (Esac-Net) e pubblicati dall’Ecdc indicano che tra il 2013 e il 2017 non ci sono state variazioni statisticamente significative nel consumo di antibiotici tra la popolazione residente nell’Ue e nello See, con un valore medio di 21,7 DDD per 1000 abitanti (DDD - Dose Definita Giornaliera è la dose media di un farmaco assunta giornalmente da un paziente adulto, con riferimento all’indicazione terapeutica principale del farmaco stesso). L’analisi dei dati nazionali mostra inoltre che tra il 2013 e il 2017 Finlandia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito hanno avuto un trend dei consumi in calo mentre nessun Paese ha registrato un trend in aumento statisticamente significativo nello stesso periodo.

 

A livello ospedaliero il consumo medio di antibiotici nel 2017 è stato 2,1 DDD per 1000 abitanti. Durante il periodo 2013-2017, nel complesso, non sono stati osservati cambiamenti statisticamente significativi nei Paesi Ue/See. Tuttavia, a livello locale, sono stati osservati trend statisticamente significativi in aumento in Croazia e Malta, mentre per la Finlandia è stato registrato un trend decrescente statisticamente significativo. Il consumo medio di carbapenemi nel settore ospedaliero è stato di 0,06 DDD per 1000 abitanti al giorno, senza modifiche significative tra il 2013 e il 2017. Tuttavia, sono stati osservati trend in aumento statisticamente significativi in sette Paesi, e trend decrescenti statisticamente significativi in due Paesi. Per le polimixine è stato registrato un trend in aumento in 3 Paesi e in diminuzione in altri 3.

 

In Italia

 

I dati Ears-Net indicano una situazione preoccupante per quel che riguarda le resistenze nel nostro Paese, tuttavia alcuni indicatori appaiono in evoluzione. A fronte di una stabilità della percentuale di Mrsa e di un aumento degli enterococchi resistenti ai glicopeptidi (fenomeno quest’ultimo di portata europea), si è osservato un trend in diminuzione della resistenza agli antibiotici in Pseudomonas aeruginosa e una lieve diminuzione nella resistenza ai carbapenemi in Klebsiella pneumoniae. I dati Esac-Net inoltre indicano un trend in diminuzione per l’uso di antibiotici sul territorio. Benché il problema dell’antibiotico-resistenza sia di portata europea, l’impatto di questo fenomeno è maggiore nel nostro Paese, come evidenziato da un articolo pubblicato su The Lancet Infectious Diseases sulla base dei dati Ears-Net 2015. È stato stimato che in Italia, in un anno, si è verifico un terzo (10 mila morti) di tutti i decessi correlati all’antibiotico resistenza che avvengono in Europa. Parimenti l’impatto dell’antibiotico-resistenza sugli anni di disabilità e di “non benessere” nel nostro Paese ammonta a un terzo di tutti quelli stimati per l’Europa. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha indicato in 13 miliardi di dollari il costo dell’antibiotico-resistenza in Italia da qui al 2050 se non si cerca di invertire la marea montante. Tra gli interventi messi in campo per contrastare il problema, l’anno scorso è stato varato dal ministero della Salute il “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020” (Pncar) che, attraverso un approccio “one health”, vuole affrontare e contrastare il fenomeno in modo efficace attraverso sei ambiti di intervento: la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle infezioni, l’uso corretto degli antibiotici, la formazione, le attività di comunicazione e informazione, la ricerca e l’innovazione, con azioni integrate condotte sia a livello nazionale che a livello regionale. Leggi anche la pagina dedicata alle iniziative locali.

 

I materiali a disposizione

L’importanza e la trasversalità del tema fa si che la Giornata e la Settimana degli antibiotici mirino a raggiungere tutte le categorie attraverso materiali preparati ad hoc: non solo la popolazione generale e i professionisti sanitari ma anche politici, allevatori, veterinari e personale dell’industria alimentare.

 

L’istituto superiore di sanità ha coordinato la traduzione di alcuni materiali realizzati dall’Ecdc e dall’Oms Europa:

Risorse utili

 

 

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