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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Sorveglianza ostetrica (Itoss)

Suicidi materni in Italia: i dati della sorveglianza ostetrica Itoss

 

In diversi Paesi ad alto reddito, il suicidio è una delle cause di morte più frequenti tra le donne entro 1 anno dall’esito della gravidanza. In Italia (Paese caratterizzato da un basso tasso di suicidi femminili: 2,1 ogni 100 mila abitanti), uno studio condotto dal sistema di sorveglianza ostetrica (Italian Obstetric Surveillance System - Itoss) ha messo in evidenza che tra il 2006 e il 2012 si sono verificati 67 casi di suicidio materno (rapporto di suicidio materno pari a 2,30 per 100 mila nati vivi).

 

Obiettivo dello studio – i cui risultati sono stati pubblicati a maggio 2019 sulla rivista Archives of Women's Mental Health nell’articolo “Maternal suicide in Italy” – era fornire la prima stima della frequenza del fenomeno dei suicidi materni e una descrizione delle caratteristiche delle donne decedute per suicidio durante la gravidanza o entro 1 anno dal suo esito in 10 Regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), che coprono il 77% del totale delle nascite nazionali.

 

Dai dati emerge che circa il 60% delle donne decedute per suicidio materno risulta avere una precedente “storia psichiatrica” e che oltre i 3/4 delle diagnosi di disturbo mentale grave non sono state registrate con le informazioni ostetriche.

 

I suicidi materni sono stati identificati attraverso procedure di record linkage tra i Registri di mortalità regionali e le schede di dimissione ospedaliera (Sdo). La precedente storia psichiatrica delle donne è stata recuperata da altri flussi sanitari disponibili a livello regionale.

 

Il suicidio è una causa rilevante di morte materna in Italia. La continuità dell’assistenza tra cure primarie, servizi del percorso nascita e della salute mentale risulta critica. I professionisti sanitari (ginecologi, ostetriche, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) che assistono le donne durante e dopo la gravidanza dovrebbero essere maggiormente consapevoli del problema, poiché possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione del suicidio nelle donne a rischio.

 

Risorse utili

Data di creazione della pagina: 12 settembre 2019

Autore: Ilaria Lega - Gruppo di lavoro Itoss

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