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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Antibiotico-resistenza

Informazioni generali

Lo sviluppo e l’impiego degli antibiotici, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha rivoluzionato l’approccio al trattamento e alla prevenzione delle malattie infettive e delle infezioni permettendo l’evoluzione della medicina moderna. Tuttavia, la comparsa di resistenza agli antibiotici rischia di rendere vane queste conquiste.

 

Negli ultimi anni, il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AMR, Antimicrobial resistance) è aumentato notevolmente e ha reso necessaria una valutazione dell’impatto in sanità pubblica, specifica per patogeno, per antibiotico e per area geografica. Ogni microrganismo è infatti causa di malattie di severità e incidenza diversa e nei suoi confronti possono essere disponibili pochi o molti chemioterapici efficaci o anche altre forme di prevenzione primaria come la vaccinazione.

 

Il problema della resistenza agli antibiotici è complesso poiché riconosce diverse cause: l’aumentato uso di questi farmaci (incluso l’utilizzo non appropriato) sia in medicina umana che veterinaria; l’uso degli antibiotici in zootecnia e in agricoltura; la diffusione delle infezioni ospedaliere causate da microrganismi antibiotico-resistenti (e il limitato controllo di queste infezioni); una maggiore diffusione dei ceppi resistenti dovuto a un aumento dei viaggi internazionali e dei flussi migratori.

 

L’uso continuo degli antibiotici aumenta la pressione selettiva favorendo l’emergere, la moltiplicazione e la diffusione dei ceppi resistenti. Inoltre, la comparsa di patogeni resistenti contemporaneamente a più antibiotici (multidrug-resistance) riduce ulteriormente la possibilità di un trattamento efficace. È da sottolineare che questo fenomeno riguarda spesso infezioni correlate all’assistenza sanitaria, che insorgono e si diffondono all’interno di ospedali e di altre strutture sanitarie.

 

L’AMR oggi è uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale con importanti implicazioni sia dal punto di vista clinico (aumento della morbilità, letalità, durata della malattia, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie), sia in termini di ricaduta economica per il costo aggiuntivo richiesto per l’impiego di farmaci e di procedure più onerose, per l’allungamento delle degenze in ospedale e per eventuali invalidità.

 

Negli ultimi decenni, gli organismi internazionali tra i quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Unione Europea (UE) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (European Centre for Disease Prevention and Control, ECDC) hanno prodotto raccomandazioni e proposto strategie e azioni coordinate atte a contenere il fenomeno, riconoscendo l’AMR come una priorità in un ambito sanitario.

 

L’OMS, in occasione dell’Assemblea Mondiale della Sanità (2015), ha adottato il Piano d’Azione Globale (GAP) per contrastare la resistenza antimicrobica fissando cinque obiettivi strategici finalizzati a:

  • migliorare i livelli di consapevolezza attraverso informazione ed educazione efficaci rivolti al personale sanitario e alla popolazione generale
  • rafforzare le attività di sorveglianza
  • migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni
  • ottimizzare l’uso degli antimicrobici nel campo della salute umana e animale
  • sostenere ricerca e innovazione.

L’Unione Europea, impegnata da molti anni a combattere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, nel 2017 ha messo a punto il nuovo Piano d’azione per contrastare l’antibiotico-resistenza, basato su un approccio “One Health” che considera in modo integrato la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente.

 

Seguendo queste raccomandazioni, in Italia, nel 2017 è stato approvato con un’intesa tra il governo e le Regioni il “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020” che indica le strategie per un contrasto del fenomeno a livello, locale, regionale e nazionale, coerenti con gli obiettivi dei piani di azione dell’OMSe dell’UE e con la visione one-health. La sorveglianza dell’antibiotico-resistenza è uno delle aree di attività del PNCAR ed è un punto chiave per verificare l’impatto delle strategie adottate e il raggiungimento di alcuni degli indicatori del piano stesso.

 

I sistemi di sorveglianza dell’AMR

L’importanza del fenomeno e la sua diffusione a livello mondiale, hanno dato origine all’attivazione di numerosi sistemi di sorveglianza, basati sulla raccolta dei dati di laboratorio a livello locale o nazionale. Per rendere omogenei e interpretabili i dati raccolti da questi sistemi e favorire il confronto tra i vari Paesi, è stata creata nel 2000 una rete di sorveglianza europea che nel 2010 ha assunto caratteristiche istituzionali diventando la rete europea EARS-Net (European Antimicrobial Resisitance Surveillance Network) coordinata dall’Ecdc. Ears-Net rappresenta un network di reti nazionali raccogliendo i dati di antibiotico-resistenza di 30 Paesi europei.

 

Nel 2015, l’OMS ha lanciato il progetto GLASS (Global Antimicrobial Resistance Surveillance System) a supporto del Global Action Plan per rafforzare le evidenze disponibili sull’AMR a livello globale. A dicembre 2018, erano 71 i Paesi registrati per la partecipazione a GLASS.

 

In Italia, dal 2001 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) coordina la sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza AR-ISS. Questa sorveglianza è nata come una sorveglianza sentinella basata su una rete di laboratori ospedalieri di microbiologia reclutati su tutto il territorio nazionale su base volontaria, con l’obiettivo primario di descrivere frequenza e trend di antibiotico-resistenza in un selezionato gruppo di batteri isolati da infezioni di sicura rilevanza clinica (batteriemie o meningiti) che rappresentano sia infezioni acquisite in ambito comunitario (Streptococcus pneumoniae) sia infezioni associate all’assistenza sanitaria (Staphylococcus aureus, Enterococcus faecium e E. faecalis, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Acinetobacter baumannii group).

 

Per ogni microrganismo l’attenzione è posta prevalentemente su alcuni antibiotici o classi di antibiotici particolarmente significativi in terapia o per il monitoraggio dell’andamento dell’antibiotico-resistenza, tenendo conto delle esigenze informative europee del sistema EARS-Net.

 

A gennaio 2019 il protocollo della sorveglianza Ar-ISS è stato aggiornato attraverso una Circolare del ministero della Salute con l’obiettivo di migliorarne la performance, in linea con quanto richiesto dal PNCAR, mediante il coinvolgimento attivo delle Regioni anche attraverso le reti di sorveglianza regionali già esistenti e in organizzazione; questo ha permesso di aumentare considerevolmente la rappresentatività a livello regionale e nazionale. Ad oggi, il numero dei laboratori che aderiscono alla sorveglianza AR-ISS è notevolmente aumentato passando da circa 50 negli anni passati a 98 per il 2018, con laboratori partecipanti in tutte le Regioni e Province Autonome italiane.

 

Attraverso l’AR-ISS, l’Italia partecipa alla sorveglianza europea EARS-Net; i dati italiani sono elaborati, analizzati e confrontati con quelli degli altri Paesi europei e pubblicati ogni anno in occasione della Giornata europea degli antibiotici (18 novembre). I dati sono disponibili on line sul sito dell’ECDC nelle pagine dedicate al “Surveillance Atlas of Infectious Diseases” e in un rapporto annuale disponibile sul sito stesso dell’ECDC. Dal 2018 AR-ISS fornisce i dati relativi alle batteriemie anche alla sorveglianza GLASS dell’OMS.

 

Oltre ad Ar-ISS, nel 2013 il Ministero della Salute ha istituito un sistema di sorveglianza nazionale dedicato alle batteriemie causate da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) e precisamente da Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli resistenti ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi. Il protocollo di questa sorveglianza è in corso di aggiornamento.

 

 

Data di ultimo aggiornamento: 14 novembre 2019

Data di creazione della pagina: 15 novembre 2012

Autori: Monica Monaco, Stefania Bellino, Fortunato “Paolo” D’Ancona, Simone Iacchini, Annalisa Pantosti, Patrizio Pezzotti – Dipartimento Malattie infettive, Iss

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