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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Indagine 2025: sintesi dei risultati

La terza edizione della Sorveglianza ha visto la partecipazione di tutte le Regioni (la partecipazione della Toscana è in via di definizione). Complessivamente, tra luglio 2025 e gennaio 2026 sono state intervistate 64.789 madri, con un tasso di partecipazione del 93%, permettendo di raccogliere informazioni su importanti determinanti di salute del bambino.

 

Figura: Tasso di partecipazione per Regione

 

Assunzione di acido folico in epoca periconcezionale

È raccomandato che ogni donna che programma la gravidanza, o che non ne esclude attivamente la possibilità, assuma quotidianamente 0,4 mg di acido folico (vitamina B9). Questa supplementazione si è dimostrata efficace nel ridurre gravi malformazioni congenite se assunta da almeno un mese prima del concepimento fino alle 12 settimane gestazionali. L’84,7% delle madri dichiara di aver programmato o non escluso attivamente la possibilità di una gravidanza con prevalenze che variano dal 78,1% in Campania al 90,8% nella P.A. di Bolzano.

Uso di tabacco/altri prodotti in gravidanza e in allattamento

Fumare in gravidanza aumenta il rischio di numerose complicanze ostetriche e perinatali: aborto spontaneo, parto pretermine, basso peso alla nascita, malformazioni congenite, morte endouterina fetale e morte neonatale. Inoltre, le bambine e i bambini esposti al fumo passivo, sia in utero che dopo la nascita, hanno un rischio aumentato di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e un rischio maggiore di malattie delle basse vie respiratorie e di episodi di asma. Il 5,5% delle madri nel pool di Regioni ha dichiarato di aver fumato in gravidanza con una variabilità regionale dal 3,2% nella P.A. di Bolzano al 7,9% nel Lazio. La quota di fumatrici tra le madri che allattano risulta più alta che in gravidanza in tutte le Regioni e varia tra il 4% (P.A. di Bolzano) e il 10,6% (Sicilia). Per quanto riguarda la potenziale esposizione al fumo passivo, il 34,4% dei bambini e delle bambine convive con almeno una persona che fuma.

Consumo di bevande alcoliche in gravidanza e in allattamento

Le evidenze scientifiche raccomandano l’astensione dal consumo di alcol nei mesi che precedono il concepimento, in gravidanza e in allattamento per la sua tossicità riproduttiva e dello sviluppo. L’assunzione di alcol in gravidanza e in allattamento può nuocere gravemente alla salute e correla ad aborto spontaneo, malformazioni congenite, parto pretermine, basso peso alla nascita, spettro dei disordini feto-alcolici (FASD), sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS), difficoltà cognitive e relazionali. La maggior parte delle madri nel pool di Regioni non ha assunto bevande alcoliche in gravidanza. Il 7,4% ha dichiarato di aver assunto alcol (anche solo una piccola quantità) 1-2 volte al mese, l’1,1% 3-4 volte al mese e lo 0,4% 2 o più volte a settimana. Il consumo di alcol risulta più diffuso tra le madri del Nord Italia. In tutte le Regioni il consumo di alcol in allattamento risulta più diffuso che in gravidanza con prevalenze più alte al Settentrione.

Allattamento

OMS e UNICEF raccomandano l’allattamento esclusivo fino ai sei mesi di vita e la sua prosecuzione, in associazione a un’adeguata alimentazione complementare, fino ai 2 anni di vita e oltre, se madre e figlio o figlia lo desiderano. Il 48,2% dei bambini e delle bambine di 2-3 mesi viene allattato in maniera esclusiva, con una elevata variabilità regionale. L’allattamento esclusivo si riduce sensibilmente nella fascia 4-5 mesi. Analizzando la diffusione dell’allattamento oltre l’anno di vita, i dati di chi riceve latte materno nella fascia d’età 12-15 mesi risulta variare tra il 26,8% (Sicilia) e il 54,1% (Friuli-Venezia Giulia), con valori più bassi nel Sud e in Lombardia. Il 13,1% dei bambini e delle bambine non ha mai ricevuto latte materno, con quote tendenzialmente comprese tra il 7,2% (Marche) e il 24,2% (Sicilia).

Lettura in famiglia

La lettura in famiglia dai primi mesi di vita ha effetti benefici sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini e delle bambine. La pratica della lettura condivisa e la proposta di libriccini fin dai primi mesi contribuisce a contrastare la povertà educativa e prevenire lo svantaggio socioculturale. Nella fascia d’età 2-5 mesi, la prevalenza di bambini e bambine a cui non sono mai stati letti libri nella settimana precedente l’intervista risulta pari al 53,3%, con valori compresi tra il 33,7% (Friuli-Venezia Giulia) e il 68,2% (Sicilia) e mediamente più alti nelle Regioni del Sud. Nelle Regioni meridionali si rilevano le percentuali più basse relative alla lettura quotidiana. Al crescere dell’età, la prevalenza di bambini e bambine a cui non sono stati mai letti libri nella settimana precedente l’intervista si riduce in tutte le Regioni.

Esposizione a schermi

L’esposizione dei bambini e delle bambine alle tecnologie digitali è un fenomeno sempre più diffuso fin dai primi anni di vita. Il corpus di prove scientifiche sui rischi che questo tipo di esposizione comporta è in rapido aumento. Viene raccomandato di evitare l’esposizione al di sotto dei 2 anni di vita. Il 14,6% dei bambini e delle bambine di 2-5 mesi nel pool di Regioni passa del tempo davanti a TV, computer, tablet o smartphone. A livello territoriale, la quota varia tra il 6,9% nella P. A. di Trento e il 24,9% in Sicilia, assumendo valori più elevati nelle Regioni del Sud.

Posizione in culla

Circa il 50% dei casi di morte improvvisa e in attesa nel primo anno di vita non è attribuibile a una causa naturale o accidentale e viene associato, per esclusione, alla SIDS (nota anche come “morte in culla”). Il 90-95% delle morti associate al sonno avviene entro i 6 mesi di vita, con un picco fra i 2 e i 4 mesi e, in Italia, ha un’incidenza di 0,5 su 1.000 nati vivi. Diversi interventi si sono dimostrati efficaci per ridurne il rischio e, fra questi, il far iniziare il sonno in posizione supina. Più di due terzi delle madri del pool di Regioni ha dichiarato di mettere a dormire il figlio la figlia di 4-5 mesi a pancia in su (70,1%) con una variabilità compresa tra il 58,8% (Sicilia) e il 79,2% (Umbria).

Sicurezza in casa

Gli incidenti domestici rappresentano una causa rilevante di morbosità e mortalità dei bambini e delle bambine nei Paesi ad alto reddito. Una riorganizzazione degli ambienti domestici funzionale alle diverse tappe di sviluppo può prevenire gli incidenti in casa. Complessivamente nel pool di Regioni il 12,6% delle madri dichiara che il proprio figlio o figlia ha avuto un incidente domestico. A livello territoriale le percentuali variano dal 6,5% della Calabria al 17,4% della P.A. di Bolzano.

Sicurezza in auto

Gli incidenti stradali rappresentano una causa rilevante di morbosità e mortalità dei bambini e delle bambine nei Paesi ad alto reddito. Il trasporto a bordo di veicoli, disciplinato dal Codice della strada, prevede l’obbligatorietà, sin dalla nascita, dell’uso di dispositivi di protezione omologati. Nel pool di Regioni, il 12,3% delle madri riferisce di non utilizzare sempre il seggiolino durante ogni viaggio in auto (10,8% "non sempre", 1,5% "mai"), con prevalenze sensibilmente maggiori in alcune Regioni del Sud (Puglia, Sicilia e Campania).

Vaccinazioni

Le vaccinazioni rappresentano uno degli interventi di maggior efficacia nella prevenzione delle malattie infettive. Nel questionario vengono rilevate le intenzioni delle madri riguardo alle vaccinazioni future dei loro bambini e delle loro bambine. Nel pool di Regioni, il 74,4% delle madri ha dichiarato di voler effettuare tutte le vaccinazioni previste, con una prevalenza variabile tra il 63,6% della Sicilia e l’84,6% della Basilicata.

Le disuguaglianze di salute fotografate dalla Sorveglianza

La valutazione delle disuguaglianze di salute rappresenta un aspetto prioritario ai fini della programmazione di azioni in salute pubblica orientate a programmi rivolti ai genitori e all’intera comunità, affinché ogni bambino e bambina possa esprimere pienamente il proprio potenziale. I risultati emersi dalla raccolta dati mostra differenze nell’aderenza alle raccomandazioni relative ai primi 1000 giorni per titolo di studio e cittadinanza delle madri, difficoltà economiche familiari e ripartizione geografica.

 

Istruzione della madre

Ad eccezione dell’astensione dall’alcol in gravidanza, per tutti gli indicatori si osservano differenze per livello di istruzione. La prevalenza aumenta al crescere del livello di istruzione, con differenze decisamente marcate per assunzione di acido folico, lettura in famiglia, posizione supina in culla e partecipazione agli incontri di accompagnamento alla nascita (IAN). La prevalenza di astensione dall’alcol in allattamento è più elevata tra le madri con titolo di studio medio e basso.

 

Cittadinanza della madre

Le madri con cittadinanza straniera si astengono più frequentemente dal fumo e dall’assunzione di alcol in allattamento e hanno una prevalenza più alta di allattamento esclusivo a 4-5 mesi. Si osservano differenze marcate nella partecipazione agli IAN e nell’assunzione appropriata di acido folico, con prevalenze più alte tra le madri di cittadinanza italiana.

 

Difficoltà economiche familiari

Le prevalenze di aderenza alle buone pratiche risultano ridotte fra le madri che riferiscono difficoltà economiche familiari con differenze meno evidenti per l’allattamento esclusivo a 4-5 mesi e pressoché assenti nell’astensione dall’alcol.

 

Ripartizione geografica

L’aderenza alle buone pratiche, per la maggior parte degli indicatori, mostra un gradiente geografico decrescente Nord-Centro-Sud, più marcato per la partecipazione agli IAN, la lettura in famiglia, l’allattamento esclusivo a 4-5 mesi e la non esposizione a schermi. Le differenze sono invece trascurabili per l’astensione dal fumo, mentre si osserva un gradiente inverso per l’astensione dall’alcol, con una maggiore eterogeneità geografica tra le madri che allattano.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 20 maggio 2026

Testo scritto da: Enrica Pizzi, Marina Ventura, Marina, Margherita Tommasella, Serena, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS, ISS