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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS


ECDC: la valutazione del rischio sul COVID-19

15 febbraio 2021

Il risk assessment pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) il 15 febbraio 2021 fornisce un aggiornamento generale sulla situazione del COVID-19 nei Paesi dell’Unione europea (UE) e dello Spazio economico europeo (SEE), compresi i dati più recenti sulla situazione relativa alle varianti SARS-CoV-2 che destano preoccupazione e che sono state già affrontate nelle precedenti valutazioni del rischio. Di seguito i punti principali riportati nella sintesi del documento ECDC.

 

Nelle ultime settimane, diversi Paesi UE/SEE hanno osservato un calo dell’incidenza complessiva del virus SARS-CoV-2, molto probabilmente a causa del rafforzamento degli interventi non farmacologici (NPI, non-pharmaceutical interventions). Tuttavia, la situazione epidemiologica è ancora motivo di grave preoccupazione in tutta l’UE/SEE, con la maggior parte delle nazioni che registra ancora tassi di incidenza elevati o in aumento nei gruppi di età avanzata e/o tassi di mortalità elevati. Sebbene la campagna vaccinale sia iniziata in tutti i Paesi UE/SEE, dando la priorità ai gruppi a rischio (anziani e residenti in strutture di assistenza a lungo termine), agli operatori sanitari e ai lavoratori impiegati nei servizi essenziali è ancora troppo presto per rilevare l’impatto sulla mortalità o sui ricoveri per COVID-19.

 

Mentre la maggior parte dei Paesi sta assistendo a un calo delle infezioni in risposta agli NPI, l’introduzione e l’aumento della diffusione di nuove varianti SARS-CoV-2 identificate per la prima volta nel Regno Unito (B.1.1.7), Sud Africa (B.1.351) e Brasile (P.1) sta sollevando preoccupazione. Come suggerito dalle recenti proteste anti-lockdown e dai disordini in alcune città europee, la “stanchezza causata dalla pandemia” potrebbe influenzare negativamente la capacità di accettare e rispettare ancora a lungo le misure di prevenzione da parte della popolazione.

 

Dal 21 gennaio 2021, i Paesi appartenenti a UE/SEE hanno osservato un aumento sostanziale del numero e della percentuale dei casi di SARS-CoV-2 della variante B.1.1.7, registrata per la prima volta nel Regno Unito. L’Irlanda segnala che B.1.1.7 è il ceppo circolante dominante di SARS-CoV-2 e, sulla base delle traiettorie di crescita osservate, molte altre nazioni si aspettano una situazione simile nelle prossime settimane. La circolazione della variante B.1.351 è in aumento anche nei Paesi UE/SEE, spesso, ma non solo, collegata ai viaggi, ed è stata anche associata ad alcuni focolai. La variante P.1 finora è stata segnalata più raramente, forse perché legata principalmente ai viaggi da e per il Brasile, dove sembra si stia diffondendo rapidamente.

 

La variante B.1.1.7 sembra essere più trasmissibile rispetto ai ceppi circolanti precedentemente predominanti e può causare infezioni più gravi. Diversi Paesi in cui questa variante è diventata dominante hanno visto un rapido aumento dell’incidenza, che ha comportato un aumento dei ricoveri, un sovraccarico dei sistemi sanitari e un eccesso di mortalità. Anche la variante B.1.351 è associata a una maggiore trasmissibilità. Inoltre, ci sono evidenze che indicano il rischio di una ridotta efficacia per alcuni dei vaccini COVID-19 verso questa variante.

 

Il rischio valutato in questo aggiornamento

A causa della maggiore trasmissibilità, dell’evidenza di una maggiore gravità e della possibilità che i vaccini COVID-19 già autorizzati (in emergenza) siano parzialmente o significativamente meno efficaci contro le varianti che destano preoccupazione e a causa dell’elevata probabilità che la percentuale di casi di SARS-CoV-2 dovuti alla variante B.1.1.7 (e forse anche B.1.351 e P.1) aumenti, il rischio associato a un’ulteriore diffusione delle varianti di SARS-CoV-2 nell’UE/SEE è attualmente valutato dall’ECDC da alto a molto alto per la popolazione generale e molto alto per gli individui più vulnerabili.

 

L’analisi dei modelli mostra che, a meno che gli interventi non farmacologici non continuino o vengano rafforzati in termini di adesione nei prossimi mesi, si può prevedere un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati a COVID-19 nell’UE/SEE. Sebbene la vaccinazione mitigherà l’effetto della sostituzione del SARS-CoV-2 con varianti che si trasmettono più facilmente e sebbene la stagionalità potrebbe potenzialmente ridurre la trasmissione durante i mesi estivi, l’allentamento prematuro delle misure di contenimento potrebbe portare a un rapido aumento dei tassi di incidenza, di casi gravi e della mortalità. Eventuali ritardi nell’approvvigionamento, distribuzione e somministrazione dei vaccini, qualora si verificassero, ritarderebbero anche la possibilità di allentare gli NPI. Per ridurre le ospedalizzazioni, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi dovuti a COVID-19 è necessaria una rapida vaccinazione dei gruppi prioritari.

 

Opzioni di risposta

Sulla base dell’attuale situazione epidemiologica nell’UE/SEE con un aumento della circolazione di varianti che si trasmettono più facilmente, l’ECDC ritiene che interventi di sanità pubblica immediati, forti e decisivi siano essenziali per controllare la trasmissione e salvaguardare la capacità dei sistemi sanitari. Questi interventi devono essere intrapresi da tutti i Paesi dell’UE/SEE e mantenuti nei prossimi mesi al fine di ridurre la circolazione di SARS-CoV-2 ai livelli più bassi possibili, riducendo così al minimo anche la possibilità che emergano nuove varianti virali.

 

È essenziale ottimizzare l’utilizzo degli NPI, chiarendo l’uso comunitario delle mascherine e le misure più idonee per gli ambienti scolastici. L’effettuazione dei test e il tracciamento dei contatti, unitamente alla sorveglianza e al sequenziamento, rimangono i capisaldi della risposta alla pandemia. Persone malate o che hanno avuto contatti recenti con casi di COVID-19 non dovrebbero viaggiare. Inoltre, l’ECDC raccomanda di evitare viaggi non essenziali come parte delle misure generali di distanziamento fisico nella comunità. Col tempo, programmi di vaccinazione mirati e solidi consentiranno di allentare gli NPI.

 

Probabilmente, in futuro, continueranno a emergere nuove varianti contro le quali i vaccini autorizzati attualmente disponibili potrebbero avere un’efficacia ridotta, come osservato per alcuni vaccini con la variante B.1.351 (identificata per la prima volta in Sudafrica). Questo problema potrebbe essere mitigato progettando vaccini di nuova generazione con sequenze di spike mutate e utilizzando antigeni virali alternativi, oppure utilizzandoli come dosi di richiamo per i vaccini attualmente in uso e già somministrati.

 

Livelli crescenti di “stanchezza pandemica” devono essere adeguatamente affrontati in maniera urgente se si vuole mantenere l’adesione della popolazione agli NPI, evitando ulteriori ondate di infezione. Le aspettative della popolazione sulla probabilità di allentare le restrizioni devono essere gestite con attenzione dalle autorità sanitarie che, attraverso la ricerca comportamentale, dovrebbero ottenere una buona comprensione delle percezioni più diffuse riguardo alla pandemia, agli NPI in atto e all’accettazione del vaccino COVID-19.

 

 

Data di creazione della pagina: 25 febbraio 2021

Revisione a cura di: Ornella Punzo e Cristina Rota - Dipartimento malattie infettive, ISS