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Antibiotico-resistenza

AR-ISS: Rapporto N.1 - I dati 2018

Escherichia coli

 

In Italia, tra il 2012 e il 2018, sono state rilevate solo piccole oscillazioni nelle percentuali di isolati di E. coli resistenti alle principali classi di antibiotici. In particolare nel 2018 il 64,5% degli isolati sono risultati resistenti all’ampicillina, il 28,7% alle cefalosporine di terza generazione (ceftriaxone, cefotaxime, ceftazidime), lo 0,6% ai carbapenemi (imipenem, meropenem, ertapenem), il 16,1% agli aminoglicosidi (amikacina, gentamicina) e il 41,7% ai fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina) (Grafico). Questi valori sono risultati maggiori rispetto alla media europea. Inoltre, la percentuale di resistenza combinata, misurata come resistenza a fluorochinoloni, cefalosporine di terza generazione e aminoglicosidi è stata dell’11,5%, quasi il doppio rispetto alla media europea.

 

Poiché l’uso di antibiotici ad ampio spettro, quali cefalosporine e fluorochinoloni, è un noto fattore di rischio per la colonizzazione e la diffusione di Enterobatteriacee resistenti, incluso E. coli, è necessaria una maggiore attenzione alla gestione del trattamento e a una riduzione d’uso di questi antibiotici.

 

 

Relativamente ai batteri Gram-negativi (Tabella), percentuali di resistenza particolarmente critiche si osservano per E. coli alle penicilline e alle cefalosporine di terza generazione (>20%).

 

Tabella - Batteri gram-negativi: profilo di antibiotico-resistenza per Escherichia coli, Italia 2018

Classe di antibiotici Antibiotico Isolati (n) R (%) 95% IC R (%)

Penicilline

Ampicillina

7.533

64,5

63,4-65,6

Amoxicillina-Acido Clavulanico

15.252

38,8

38,0-39,6

Cefalosporine III generazione

Cefotaxime

14.850

28,5

27,8-29,2

Ceftazidime

16.042

21,9

21,3-22,6

Carbapenemi

Imipenem

11.379

0,3

0,2-0,4

Meropenem

15.382

0,3

0,2-0,4

Ertapenem

12.671

0,6

0,5-0,8

Aminoglicosidi

Amikacina

15.813

0,9

0,7-1,0

Gentamicina

15.901

16,0

15,5-16,6

Fluorochinoloni

Ciprofloxacina

15.997

41,5

40,7-42,2

 

 

R=resistenza; IC=intervallo di confidenza

 

*Le classi di intensità di resistenza sono identificate in base ai quartili della distribuzione nazionale

 

E. coli fa parte del normale microbiota intestinale dell’uomo, ma è anche la causa più frequente di sepsi e infezioni del tratto urinario, sia di origine comunitaria che ospedaliera; inoltre è associato a infezioni intra-addominali e meningiti neonatali ed è uno dei principali agenti causali delle infezioni di origine alimentare nel mondo. La resistenza in E. coli si sviluppa rapidamente attraverso mutazioni o mediante acquisizione di elementi genetici mobili che codificano meccanismi di resistenza, come la produzione di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) e carbapenemasi. Le ESBL sono enzimi che conferiscono resistenza alla maggior parte degli antibiotici beta-lattamici, comprese le cefalosporine di terza generazione, e sono spesso riscontrati in combinazione con altri meccanismi di resistenza, con conseguente resistenza a più farmaci. I carbapenemi di solito resistono agli effetti delle ESBL e potrebbero rimanere una delle poche opzioni di trattamento per le infezioni gravi. Tuttavia, una minaccia crescente è la resistenza ai carbapenemi mediata da carbapenemasi, che può conferire resistenza praticamente a tutti gli antibiotici beta-lattamici disponibili.

 

Data di creazione della pagina: 14 novembre 2019

Revisione a cura di: Stefania Bellino, Fortunato "Paolo" D'Ancona, Simone Iacchini, Monica Monaco, Annalisa Pantosti e Patrizio Pezzotti - Dipartimento malattie infettive ISS; Stefania Iannazzo - ministero della Salute

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