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Antibiotico-resistenza

AR-ISS: Rapporto N.1 - I dati 2018

Pseudomonas aeruginosa

 

In Italia, dal 2012 al 2016, non si sono riscontrate variazioni di rilievo nella percentuale di isolati di P. aeruginosa resistenti alle principali classi di antibiotici utilizzati per il trattamento di queste infezioni invasive, mentre negli ultimi due anni si è osservata una generale diminuzione (Grafico). Nel 2018, la percentuale di resistenza più alta è stata osservata per piperacillina-tazobactam (23,9%), seguita da fluorochinoloni (22,9%), ceftazidime (19,9%), carbapenemi (15,8%) e aminoglicosidi (13,7%). Questi valori sono risultati abbastanza in linea con la media europea.

 

 

Relativamente ai batteri Gram-negativi (Tabella), percentuali di resistenza particolarmente critiche si osservano per P. aeruginosa a piperacillina-tazobactam (23,9%), alle cefalosporine di terza generazione (19%) e ai carbapenemi (tra l’11% e il 17%).

 

Tabella - Batteri gram-negativi: profilo di antibiotico-resistenza per Pseudomonas aeruginosa, Italia 2018

Classe di antibiotici Antibiotico Isolati (n) R (%) 95% IC R (%)
Penicilline Piperacillina-Tazobactam 2.938 23,9 22,4-25,5
Cefalosporine III generazione Ceftazidime 2.974 19,9 18,5-21,4
Cefepime 2.617 18,8 17,3-20,3
Carbapenemi Imipenem 2.329 16,7 15,2-18,2
Meropenem 2.988 11,2 10,1-12,4
Aminoglicosidi Amikacina 2.908 5,5 4,7-6,4
Gentamicina 2.983 12,8 11,7-14,1

R=resistenza; IC=intervallo di confidenza

 

P. aeruginosa è un batterio presente nell’ambiente e nelle acque. È un patogeno opportunista e una delle principali cause di infezione nei pazienti ospedalizzati immunocompromessi. Provoca comunemente polmonite associata all’assistenza sanitaria (inclusa quella associata alla ventilazione meccanica), infezioni del sangue e del tratto urinario. P. aeruginosa è intrinsecamente resistente alla maggior parte degli agenti antimicrobici a causa della sua capacità selettiva di impedire a varie molecole antibiotiche di penetrare nella sua membrana esterna. Antibiotici potenzialmente efficaci sono i beta-lattamici (come le cefalosporine ceftazidime e cefepime), i carbapenemi e i beta-lattamici associati a inibitori delle beta-lattamasi come piperacillina-tazobactam. Altre classi di antibiotici potenzialmente attivi sono gli aminoglicosidi, alcuni fluorochinoloni e la colistina.

Data di creazione della pagina: 14 novembre 2019

Revisione a cura di: Stefania Bellino, Fortunato "Paolo" D'Ancona, Simone Iacchini, Monica Monaco, Annalisa Pantosti e Patrizio Pezzotti - Dipartimento malattie infettive ISS; Stefania Iannazzo - ministero della Salute

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