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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS


Il vaccino anti-COVID-19 Janssen Ad26.COV2.S



A seguito di una rigorosa valutazione dei dati di qualità, sicurezza ed efficacia, l’11 marzo 2021 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha raccomandato il rilascio di un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio del vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica Janssen (del gruppo Johnson & Johnson), per la prevenzione del COVID-19 nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. Il giorno stesso, la Commissione europea ha accordato l’autorizzazione condizionata richiesta.

 

Si tratta del quarto vaccino anti COVID-19 - dopo quelli prodotti da Pfizer/BioNTech (approvato il 21 dicembre), Spikevax Moderna (approvato il 6 gennaio 2021) e AstraZeneca/Università di Oxford (approvato il 29 gennaio 2021) - autorizzato alla commercializzazione dalla Commissione Europea, dopo il parere positivo di EMA. In Italia, AIFA lo ha autorizzato il 12 marzo 2021: il vaccino sarà messo a disposizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Le caratteristiche

Il COVID-19 Vaccine Janssen è un vaccino a vettore virale composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, opportunamente modificato per contenere il gene che codifica per la sequenza completa della proteina spike (S) del virus SARS-CoV-2 in una conformazione stabilizzata (vaccino Ad26.COV2.S). Il coronavirus si serve della proteina spike, presente sulla sua superficie esterna, per penetrare all’interno delle cellule umane.

 

Dopo la somministrazione del vaccino, le cellule utilizzano il gene per produrre la proteina spike. Una volta prodotta, la proteina viene espressa in maniera transitoria, stimolando sia anticorpi anti-S neutralizzanti che altri anticorpi specifici anti-S funzionali, così come risposte immunitarie cellulari dirette contro l’antigene S, che possono contribuire a proteggere contro COVID-19. Qualora, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà la proteina spike del virus e sarà pronto a difendere l’organismo. L’adenovirus presente nel vaccino non è in grado di replicarsi né di provocare la malattia. Questo vaccino non contiene adiuvanti, conservanti, materiali di origine animale o tessuto fetale. A differenza dei vaccini approvati finora, prevede una singola dose.

 

Efficacia clinica

Un trial clinico multicentrico di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (studio Ensemble, tuttora in corso), è stato condotto negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi del Sud America, per valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità di una dose singola di COVID-19 Vaccine Janssen per la prevenzione di COVID-19 in adulti di età pari o superiore a 18 anni.

 

Lo studio ha coinvolto 44.325 persone, randomizzate in parallelo in rapporto 1:1 a ricevere un’iniezione intramuscolare di COVID-19 Vaccine Janssen o di placebo. Un totale di 21.895 adulti ha ricevuto COVID-19 Vaccine Janssen, mentre 21.888 adulti hanno ricevuto il placebo. I partecipanti sono stati seguiti per una mediana di 58 giorni dopo la vaccinazione. Sono state escluse dallo studio persone con disfunzioni del sistema immunitario conseguenti a patologie o sottoposte a terapie immunosoppressive nei precedenti 6 mesi, oltre alle donne in gravidanza. Non sono invece stati esclusi individui con infezione stabile da HIV sotto trattamento farmacologico.

 

Sul totale dei partecipanti allo studio, l’efficacia del vaccino è stata valutata su un campione di 39.321 individui (di cui 19.630 hanno ricevuto il vaccino e 19.691 il placebo). I dati demografici e le caratteristiche al basale erano simili tra i due gruppi. Tra i partecipanti che hanno ricevuto il vaccino, il 44% era di sesso femminile e l’età media era di 51 anni (range 18-100 anni), con circa l’80% (N=15.646) tra i 18 e i 64 anni e il restante 20% circa (N=3984) oltre i 65 anni (3,8%, N=755, era di età ≥75 anni). Inoltre, il 46,8% proveniva dagli Stati Uniti), il 40,6% dall’America Latina e il 12,6% dal Sudafrica. Complessivamente, il 39,9% presentava almeno una patologia preesistente associata a un rischio aumentato di sviluppare una forma grave di COVID-19: obesità (definita come Indice di massa corporea, IMC≥30), ipertensione, diabete di tipo 2, infezione da HIV, cardiopatie gravi, asma.

 

Lo studio ha mostrato un’efficacia del 66,9% (IC 95% 59,0-73,4) nel prevenire lo sviluppo di malattia COVID-19 da moderata a grave/critica negli adulti sopra 18 anni di età (inclusi i soggetti di età ≥60 anni), 14 giorni dopo la vaccinazione, e del 66,1% (55,0-74,8%) dopo 28 giorni dalla vaccinazione. In particolare, tra 19.306 soggetti che avevano ricevuto il vaccino COVID-19 Janssen da almeno 28 giorni, si sono verificati 66 casi su 19.630 persone rispetto a 193 casi su 19.178 persone che avevano ricevuto il placebo. L’efficacia nel prevenire le sole forme più gravi, sale fino al 76,7% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85,4% dopo 28 giorni. L’efficacia del vaccino è stata simile nei vari gruppi analizzati in base a età, presenza di comorbidità, sesso ed etnia.

 

Nel gruppo che ha ricevuto il vaccino non sono stati riportati ricoveri correlati a COVID-19 28 o più giorni dopo la vaccinazione, mentre nel gruppo placebo si sono verificati 16 ricoveri correlati a COVID-19 (efficacia 100%, IC 95% 74,26-100%). Inoltre, non sono stati riportati decessi correlati a COVID-19 nel gruppo che ha ricevuto il vaccino, mentre ne sono stati riportati correlati a COVID-19 nel gruppo placebo.

 

La sicurezza

Anche i dati di sicurezza si basano sullo studio Ensemble. Nell’analisi sono stati presi in considerazione 21.895 soggetti adulti che hanno ricevuto il vaccino, con un’età media di 51 anni (range 18-100). La durata mediana del follow-up è stata di 58 giorni dalla vaccinazione.

 

Il vaccino ha mostrato un buon profilo di sicurezza e reattogenicità. La maggior parte delle reazioni avverse si sono manifestate a distanza di 1-2 giorni dalla vaccinazione, sono state di grado lieve-moderato e di breve durata (1-2 giorni). La reazione avversa più comunemente riportata a livello locale è stata il dolore nel sito di iniezione (48,6%), mentre a livello sistemico sono state riportate più frequentemente mal di testa (38,9%), stanchezza (38,2%), dolori muscolari (33,2%) e nausea (14,2%). Il 9% dei partecipanti ha riportato febbre alta (oltre i 38°C). Frequenza e intensità delle reazioni al vaccino sono state generalmente più basse nei partecipanti con oltre 65 anni di età.

 

Sindrome trombotica associata a trombocitopenia

Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da emorragia, è stata osservata molto raramente in seguito alla vaccinazione con COVID-19 Vaccine Janssen. Ciò include casi severi di trombosi venosa in sedi insolite, come trombosi del seno venoso cerebrale e trombosi venosa splancnica, nonché trombosi arteriosa associata a trombocitopenia. È stato riportato esito fatale. Questi casi si sono verificati nelle prime tre settimane successive alla vaccinazione, principalmente in donne di età inferiore a 60 anni.

 

I casi esaminati sono molto simili a quelli che si sono verificati con il vaccino anti COVID-19 Vaxzevria, sviluppato da Università di Oxford e AstraZeneca.

 

Una spiegazione plausibile per la combinazione di trombi e piastrine basse è una risposta di tipo immunitario, che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina, chiamata trombocitopenia indotta da eparina - HIT. Al momento, però, il meccanismo fisiopatologico non è stato stabilito: non è quindi possibile identificare fattori di rischio predisponenti.

 

La sindrome trombotica associata a trombocitopenia richiede una gestione clinica specializzata. Gli operatori sanitari devono consultare le linee guida applicabili e/o rivolgersi a specialisti (ad es. ematologi, coagulologi) per la diagnosi e il trattamento della condizione.

 

La combinazione caratterizzata da trombi e piastrinopenia che è stata segnalata è molto rara: secondo EMA, quindi, i benefici complessivi del vaccino COVID-19 Janssen nella prevenzione del COVID-19, nella riduzione di ricoveri e decessi associati, superano i rischi degli effetti indesiderati.

 

Sindrome da perdita capillare e sindrome di Guillain-Barré

Nei primi giorni successivi alla vaccinazione con COVID-19 Vaccine Janssen sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (CLS, Capillary Leak Syndrome), in alcuni casi con esito fatale. Almeno uno dei pazienti colpiti aveva una precedente diagnosi di CLS. La CLS è un disturbo raro caratterizzato da episodi acuti di edema, che colpisce principalmente gli arti, ipotensione, emoconcentrazione e ipoalbuminemia. I pazienti con un episodio acuto di CLS dopo la vaccinazione necessitano di diagnosi e trattamento rapidi. Di solito è necessaria una terapia intensiva di supporto.

 

Il 9 luglio 2021, il Comitato per la sicurezza dell'EMA (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee, PRAC) ha stabilito che le persone che hanno precedentemente avuto la sindrome da perdita capillare non devono essere vaccinate con il vaccino COVID-19 Janssen.

 

Inoltre, in seguito alla vaccinazione con COVID-19 Vaccine Janssen, è stata segnalata molto raramente la sindrome di Guillain-Barré (GBS). Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e sintomi della GBS per garantire una diagnosi corretta, al fine di avviare cure e trattamenti di supporto adeguati, e per escludere altre cause.

 

Il parere dell’AIFA

In Italia il vaccino COVID-19 Janssen è autorizzato per la prevenzione della malattia COVID-19 nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni e viene somministrato come singola dose mediante iniezione, preferibilmente nel muscolo deltoide del braccio.

 

Sulla base delle evidenze e dell’esame da parte di EMA e AIFA di tutta la documentazione disponibile, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, e delle analogie tra i vaccini Janssen e Vaxzevria - sia per quanto riguarda le piattaforme utilizzate (a vettore adenovirale), sia per la tipologia di eventi, in particolare relativamente al quadro clinico e all’età di insorgenza - con la circolare del 21 aprile 2021, il ministero della Salute raccomanda le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzevria. Pertanto il vaccino Janssen, il cui uso è approvato a partire dai 18 anni di età, dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni: cioè a coloro che, avendo un rischio elevato di malattia grave e letale, necessitano di essere protette in via prioritaria.

 

Il bilancio beneficio/rischio del vaccino COVID-19 Janssen si conferma positivo, in quanto è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al COVID-19.

 

La circolare del ministero della Salute del 18 giugno 2021 prevede la possibilità che si determinino specifiche situazioni in cui risulti vantaggiosa una singola somministrazione e nelle quali, in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente, in soggetti di età inferiore ai 60 anni. Per esempio, il vaccino Janssen potrebbe essere somministrato nel caso di campagne vaccinali specifiche per popolazioni non stanziali e/o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa e, più in generale, per i cosiddetti gruppi di popolazione difficili da raggiungere. In queste circostanze, considerate le criticità relative alla logistica e alle tempistiche della somministrazione di un ciclo vaccinale a due dosi, il rapporto rischi/benefici della somministrazione del vaccino Janssen in soggetti al di sotto dei 60 anni potrebbe risultare favorevole.

 

 

Farmacovigilanza e sicurezza

 

 

FAQ

 

Data di ultimo aggiornamento della pagina: 10 agosto 2021

Data di creazione della pagina: 1 aprile 2021

Revisione a cura di: Antonietta Filia, Maria Cristina Rota, Fortunato “Paolo” D’Ancona – Dipartimento malattie infettive, ISS