Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Vaccinazione anti epatite B: intervenire con più efficacia sui casi evitabili

Ogni anno il Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell'epatite virale acuta) dell’Istituto superiore di sanità, riceve diverse notifiche di casi di infezione da virus dell’epatite B (Hbv) che sarebbero evitabili con vaccinazione.

 

L’andamento dei casi segnalati di epatite B registrati tra persone che avrebbero dovuto essere vaccinate e non lo sono state, mostra nel corso di un decennio (2001-2010) una tendenza alla diminuzione. Nella figura sono riportati i trend dei casi riportati tra quattro categorie di persone che, per un motivo specifico, dovrebbero vaccinarsi contro l’infezione da Hbv, poiché considerati gruppi a maggior rischio:

  • coloro che rientrano nell’ambito dell’obbligo vaccinale sancito dalla legge 165/1991 (linea verde)
  • gli operatori sanitari (linea blu)
  • i conviventi di persone che hanno l’epatite B (linea rosa)
  • gli utilizzatori di droghe per vie iniettiva seguiti nei Centri di assistenza (linea rossa).

Figura: Casi di epatite B osservati in soggetti che avrebbero dovuto essere vaccinate e non lo sono state. Seieva 2001-2011

 

 

Come si nota dall’andamento totale (linea viola), a partire dal 2001 il Seieva ha ricevuto tra le 50 e le 100 notifiche di questo tipo di casi.

 

L’andamento dei casi registrati tra gli utilizzatori di droghe per vie iniettiva trattati nei Centri di assistenza è in declino e, dal 2011, non si registrano notifiche da questo gruppo di persone.

 

L’aspetto sorprendente, e che non può non far riflettere, è che l’epatite B viene spesso segnalata tra conviventi di portatori cronici dell’infezione. Questi soggetti, infatti, hanno sicuramente avuto contatti con personale sanitario qualificato e sono stati informati sulla malattia e sull’esistenza di un vaccino efficace e sicuro.

 

La comunicazione rimane uno strumento fondamentale per continuare a diffondere la consapevolezza dell’importanza del vaccino.

 

Un discorso a parte va fatto per gli immigrati, spesso provenienti da zone ad alta endemia per il virus dell’epatite B. Per questa categoria a rischio è sempre più cruciale promuovere la vaccinazione con campagne informative dedicate.

 

trova dati

 

Data di creazione della pagina: 24 aprile 2013

Autore: Maria Elena Tosti - reparto di Epidemiologia clinica e linee guida, Cnesps-Iss

TOP